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09/11/07

pioggia di foglie su torino, oggi

Ieri sul blog di Giovanni c'era il link ad un articolo del corriere della sera. Faccio un passo indietro, ricordate l'articolo di Pietro Citati di cui ho scritto qualche giorno fa. Citati parlava di un Italia rassegnata, che ormai non si lamenta più e concordo. Io non voglio lamentarmi, di solito non lo faccio, non mi piace. Ma ho sempre ritenuto importante e preziosa la mia libertà di "dire", di "esprimermi". Non credo che il direttore del corriere della sera pubblicherà mai la mia lettera. Io sì.

Caro Direttore,
con perplessità e dispiacere leggo l'articolo “Perugia, l’Ibiza degli studenti stranieri” di Fabrizio Roncone su questo sito. Con perplessità perchè non posso credere che un giornale serio come il corriere della sera abbia fra i propri giornalisti una persona che scrive ciò che ha scritto e soprattutto nel modo in cui ha scritto. Trovo l'articolo superficiale, volgare, di cattivo gusto e per di più scritto in un italiano orrendo. Sono di Napoli, ho vissuto dieci anni a Perugia, un anno a Genova e da due vivo a Torino e questo può bastare – ma potrebbe bastare anche meno – per farmi ritenere che una città sia molto più complessa e completa di ciò che Fabrizio Roncone ha scritto su Perugia. Le città nelle quali ho vissuto e vivo sono tutte diverse tra loro, ognuna con bellezze, difficoltà, opportunità, insomma, “vizi e virtù” propri, come è giusto che sia. Nell’articolo che ho letto ci sono tutti i luoghi comuni che un giornalista – e non sto dicendo un “bravo” giornalista - dovrebbe evitare. Si parla di Perugia come Ibiza, ed ecco che vengono giudicate, anzi condannate, due città. Non voglio dilungarmi, sicuramente ha compreso il senso della mia lettera. Mi hanno colpito e lasciata a bocca aperta molte espressioni, ma gliene cito una che sarebbe stata un’ottima caduta di stile se stile ce ne fosse stato mai: “Ma nei vicoli altri studenti già barcollano gonfi di alcol. Ti guardano e ti abbracciano e puzzano che fanno pena”.
Questo giornalista ha avuto “due ore per capire chi sono e cosa pensano questi studenti”. A me, e a tanti altri che come me hanno letto, è bastato davvero poco, molto poco per capire chi stesse scrivendo. Dopo aver letto l’articolo il mio pensiero con molta più tristezza è andato a Enzo Biagi.
Se ho scritto e cercato un confronto con lei è perché, lo ripeto, ritengo che il suo sia giornale serio e molti dei suoi giornalisti dei professionisti.
La ringrazio, e buon lavoro
Virginia Ascione.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

avrei voglia di chiamare il giornalista e litigarci. quasi quasi lo faccio

Silvio Viale ha detto...

be i giornalisti si sa, cavalcano l'onda e criticano sempre senza mai proporre delle strade alternative. Ma non credo sia la pochezza di questo giornalista, quanto la pochezza del giornalismo italiano. In questo momento fa odience qull'omicidio e demonizzare perugia fa comodo. Non so se sia un pessimo giornalista come dici tu. Credo solo che abbia un modo molto brusco di sputare sentenze. Cosa sicuramente non gradevole. Ma forse i bouni giornalisti sono anche un po' questi. Quelli che leggi e ti fanno incazzare. Un giornalista che scrive cose che nessuno caga, sicuramente ha meno successo...

io ha detto...

non credo che un bravo giornalista debba fare incazzare. e se lo fa dovrebbe farlo con un certo stile. un giornalista deve comunicare, e lo deve fare come non può fare una persona qualsiasi. anche mia madre mi fa incazzare con quello che dice, eppure mai nessun giornale le ha proposto di scrivere e la paga per scrivere. abbiamo perso il senso della professionalità, ormai. tutti fanno tutto, e si sentono anche bravi e in diritto di farlo.

Pyperita ha detto...

Infatti noi scriviamo sui blog, e secondo me alcuni lo fanno anche molto bene, ma a un giornalista professionista è richiesto di saper scrivere innanzi tutto in un buon italiano e poi di non essere banale o superficiale.
Purtroppo non ho letto l'articolo, ma ti conosco e ti credo.
Del resto basta ascoltare un TG per rendersi conto che molti non conoscono la lingua italiana, coniano assurdi neologismi, non per diletto, ma per pura ignoranza.
Buon fine settimana!

Silvio Viale ha detto...

Be non mi sembra che il giornalismo italiano in questo momento stia utilizzando persone non banali e non superficiali. Noi consumatori vogliamo proprio questo. Siamo in epoca di Reality! Di lucignolo. E la tv e i giornali mettono su quel che fa odience. Avete detto bene deve saper comunicare, non scrivere bene o utilizzare bene l'italiano. Sono discorsi un tantino diversi. Lo si vede anche nella musica i cantanti di maggior successo, non sanno cantare meglio degli altri (vasco, jovanotti, ligabue) sanno semplicemnte comunicare meglio.
Per questo può essere anche superficiale, basta che faccia passare 2 o 3 concetti ben chiari.

sempre io ha detto...

se permetti io non mi sento compresa nel "noi consumatori vogliamo proprio questo". E a me quel giornalista no ha "comunicato" niente.

e aggiungo ha detto...

troppo comodo fare il giornalista così... comunque la generalizzazione è sembra sbagliata. credo che di giornalisti seri che facciano il proprio lavoro con professionalità e passione ce ne siano, come in ogni campo. non drammatizziamo

Az ha detto...

Perfettamente d'accordo sul fatto che quel "giornalista" abbia scritto un articolo volgare e offensivo, che però non merita tutta questa attenzione.
Trovo però che, prima di criticare l'uso altrui dell'italiano, dovresti prestare più attenzione al TUO uso della punteggiatura.

Anonimo ha detto...

qui stiamo un po' degenerando. io sul mio blog faccio l'uso che mi pare della punteggiatura. non ho mai criticato l'italiano del giornalista, ma i contenuti caro mr crusca.

Pyperita ha detto...

Una cosa - ripeto - è scrivere su un blog, altra cosa sul Corriere della Sera.
Se permettete da un giornalista mi aspetto che la conoscenza della ligua italiana sia il presupposto, poi ci devono essere ovviamente i contenuti.

Silvio Viale ha detto...

be non intendevo noi, come tu o io. intendevo noi come società italiana. Intendevo noi, come ciò che passa in italia. per questo scrive sul "corriere della sera" e non sul foglio...

Mircalla ha detto...

la cosa che piu' mi ferisce delle generalizzazioni approssimative e a effetto e' che distorgono agli occhi degli stranieri l'anima di una citta' puo' offrire tanto.

PG sara' pure cambiata negli ultimi anni (c'ho vissuto 7 anni ma manco ormai da sei) e la *democratizzazione* di certi corsi ha sicuramente attratto anche studenti con intenti non molto *intellettuali*, ma le affermazioni del corriere della sera sono offensive e non veritiere.

[a dirla tutta, io continuo a leggerlo (il corriere) solo per deriderlo - perche' certi articoli sono pure insinuazioni!]

PG avra' anche dei suoi lati oscuri - ho sempre notato la tricotomia tra la perugia borghese dabbene e chiusa, il mondo studentesco piu' aperto e liberale e la degradazione di certi ambienti sopraffatti dalla droga - per tre anni si sono venuti a fare le pere davanti casa mia e alcuni miei cari amici e conoscenti sono stati succhiati in questo vortice. tutt'ora alcuni miei compaesani molto piu' giovani di me si vanno a rifornire a perugia e si sono beccati le peggio malattie per lo scambio di siringhe ecc. storie alquanto scioccanti... ma PG e' anche una citta' aperta al dialogo, creativa e funky - e questo e' l'eredita' che mi ha lasciato.

non vedo l'ora di andare a praticare un po' di yoga a ibiza!
; )