Photo: virginia

22/10/16

assenza

Nonna, stasera vorrei sedermi sul divano accanto a te, e fermarmi a vedere la televisione con te, osservarti mentre ridi e ti coinvolgi. Stasera vorrei ascoltare la tua voce, vorrei sentirti accanto. Vorrei che mi vedessi, che notassi come sto diventando donna, vorrei mostrarti le scarpe con il tacco che mi chiedevi sempre di mettere, vorrei farti vedere i vestiti che compro, il rossetto rosso, vorrei cucinare per te. Vorrei vederti orgogliosa di me, tu che donna lo eri, con semplicita' e classe. Nonna stasera vorrei entrare nel tuo mondo, e restare li' un po', assopirmi, prendermi un po' di affetto, di quello bello che mi davi tu, sempre e comunque. Mi manca la nostra complicita', mi manca prenderti le mani, baciarti le guance. Stasera mi vivo la tua assenza.

13/12/15

gin o' clock

Dopo sei anni di vita a Londra ho scoperto il piacere di sorseggiare la bevanda inglese per eccellenza, il gin & tonic. Non mi ero mai soffermata su questo aspetto intrinseco della cultura inglese. Io che non ci capisco niente di gin mi sono ritrovata affiscinata a guardare lo scaffale del supermercato zeppo di bellissime e talvolta elegantissime bottiglie di gin tutte made in England, dai prezzi svariati. E, seppur se di meno, una scelta abbastanza varia anche per quanto riguarda l'acqua tonica. Poi il tutto sta nell'abbinare le due eccellenze. E goderne. Goderne come ho imparato da solo qualche settimana a fare io. Non sono mai riuscita a condividere ad esempio l'assunzione spasmodica di birra. Ma tornare a casa dopo una giornata pesante e quasi sempre stressante, prepararsi un buon gin & tonic, e man mano che lo si sorseggia sentire lo stress scivolare via e i muscoli rilassarsi, e' un piacere che purtroppo ho scoperto solo ora. Si puo stare sei anni in un luogo e perdersi pezzi di cultura. Ma poi, quando pensi di saperne tanto, all'improvviso fai delle scoperte che ti riaccendono curiosita'. E ora vado, it's gin o' clock.

03/11/15

cafeconleche

Mi chiedono, perche non scrivi piu? Perche non fotografi piu?

Perche semplicemente stanno avvenendo dei cambiamenti in me da qualche anno, cambiamenti importanti che mi portano a vedere il mondo con occhi molto diversi da quelli di prima, con parole diverse, e nessuna delle forme di espressione e creativita a me tanto care e fondamentali per un certo periodo della mia vita, e' in grado di accompagnare questo processo di crescita e cambiamento.

Mi manca scrivere, mi manca leggermi. Mi manca osservarmi nelle foto che scatto. Ma la spinta e la naturalezza che caratterizzavano la scrittura di questo blog sono andate perdute e ogni mio tentativo di ripristino risulta in qualcosa di rigido, impacciato, arido.  Lo stesso con la mia macchina fotografica. Non vedo niente al di la dell'obiettivo. O meglio nella realta che mi circonda non vedo foto da catturare, non vedo la mia realta, quella che voglio tenere in una pagina.

E' un passaggio il mio che dura da qualche anno e che sono convinta mi portera' a un certo punto da qualche parte. Questo passaggio e' fatto di poche parole scritte e di poche immagini annotate e di tanti pensieri che fluttuano e che non nascono per restare. E' un passaggio da persone e luoghi che non ci sono piu a, spero presto, altre persone e altri luoghi che ci saranno. Ma non ne vedo la forma al momento, e non ne sento ancora l'odore. Quello che ho e' quello del passato che per ora e' solo da leggere, da osservare, da ricordare.

Cafeconleche resta e mi rassicura. Ci sono stata in passato, sono stata cosi e posso leggermi.

22/03/15

domenica

In Norvegia a Giugno succede che c'e' sempre luce. Succede che il sole tramonta alle 11 di sera e che pero' fa fatica a tramontare. Allora succede che il tramonto dura tantissimo, il cielo si colora di rosso e resta così per un po', per ore. Succede ciò che tutti noi almeno una volta abbiamo desiderato nella vita, davanti a un tramonto che ci trasmette pace, serenità, emozione, il tempo si ferma. E a volte servirebbe proprio che ovunque siamo il tempo si fermasse e che un tramonto potesse durare ore, che il cielo si colorasse di rosso e arancio e restasse così per tutto il tempo necessario a farci sentire in pace con il mondo, in pace con noi stessi, in pace con il luogo dove viviamo e con il quale spesso siamo in guerra, come succede a me con questa città.
Oggi e' domenica e il cielo e' rosso dopo settimane di grigio. Oggi e' domenica e davanti al cielo rosso io sfinita lascio cadere le mie armi e vorrei gridare, non ti odio Londra, non ti odio, ma lasciami andare, lasciami andare, non trattenermi più. Oggi e' domenica e davanti alla drammatica bellezza di questo tramonto osservo le mie armi ancora accanto a me e mi preparo a difendere quei colori che sono sicura ho ancora dentro da qualche parte, i sorrisi che fanno fatica a ritornare, la voglia di altro e la consapevolezza che un giorno un tramonto non sarà solo una tregua, ma una realtà da godere senza paura del grigio che incombe.


20/01/15

questione di tempo


Ho capito, e’ tutta una questione di tempo. Sempre lui, sempre il tempo. Bisogna aspettare, e’ inutile che mi agiti sulla sedia, devo mettermi l’anima in pace e attendere. Questo Gennaio e’ un tempo di attesa. E allora aspettiamo. Aspettiamo che la luce del giorno duri fino a sera, aspettiamo che il sole riscaldi, aspettiamo che anche questo cancro venga combattutto e vinto, aspettiamo che mi si chiarisca il cuore, aspettiamo di poter prendere decisioni, aspettiamo il treno giusto e saliamoci senza rimpianti. Aspettiamo un po’ di risate che ora sono solo smorfie. E arriveranno le energie, la voglia di ridere, l’eccitamento di un’idea. Riprendero’ la mia macchina fotografica, i traghetti e le bici. E’ solo una questione di tempo. Io cerchero’ di non spegnermi ma tu, tempo, arriva.

13/12/14

Femminilità in Marocco

Il Marocco, in quanto paese musulmano, si presenta come un paese maschio, ma un paese maschio dove tutto e' femmina. I profumi e i colori delle spezie, gli oli, il sapone nero, le ceramiche, le stoffe, i tappeti. E me ne sono resa conto quando sono rientrata nei miei confini rassicuranti e ho aperto la mia borsa, ogni cosa che ho desiderato portare con me l'ho fatto pensando alle donne presenti nella mia vita. Il Marocco e' in realtà femmina, e in quanto femmina lascia che gli uomini abbiano il ruolo di traghettatori, la femminilità passa dalle loro mani e chissà se ne sono consapevoli. La femminilità passa dalle mani di chi mi ha mostrato i tappeti delle donne berbere, dalle mani di chi mi ha venduto il sapone che ho scelto per le mie amiche, dalle mani dell'artista che ha creato le ceramiche che saranno usate da mia madre, dalle mani di chi ha scelto le spezie che cucinerò io.

11/11/14

formaggio cake

Quando vi sentite senza energie e un po' così, prendete mezza philadelphia buttateci dentro un paio di cucchiaini di zucchero a velo, mescolate mescolate, e poi un goccio d'estratto di vaniglia e un po' di panna liquida. Sbriciolate dei biscotti digestive con un bicchiere, poi mettete cio che resta dei biscotti nel bicchiere e versateci sopra il miscuglio della philadelphia e qualche lampone. Mangiatene mangiatene. Anche se fuori piove. Soprattutto se fuori piove.
E dimenticavo, Massimo Troisi. Gustate il tutto davanti a un film di Troisi.
In alternativa, tre zeppole e due panzarotti. Ma per questo avete bisogno di Napoli. 

20/10/14

fratellanza ai tempi di skype

che volete da me, a me quando salvatore mi chiede se le olive che ho comprato per la pasta sono nere o verdi mi si scioglie il cuore.
e mi si scioglie il cuore perche lui mi ascolta attentamente.
prima mi chiede: tutto apposto? che dici?
e io gli racconto che sto per preparare la cena, gli dico che faro' la pasta con il pomodoro e le olive
e allora lui mi chiede, scusa ma che olive metti, le nere o le verdi?
e a me questa semplicità, questa attenzione, questa quotidianità come se in mezzo non ci fossero kilometri, e mari, e montagne e lingue che cambiano, come se in mezzo non ci fosse uno schermo, beh, mi commuove e mi fa sentire amata.
e l'autunno londinese mi pare meno estraneo, più sopportabile con tore che mi guarda dall'altra parte del computer e mi dice: dimmi dimmi, sono qua, parliamo.
salvatore e' la parte più bella di me, la parte più pazza, la parte più sensibile, la piu semplice e allo stesso tempo la più complessa, e' la mia quotidianità.
siamo fratelli, complici, pettegoli, ci prendiamo in giro, ci diciamo che ci amiamo, ci rimproveriamo, ci fotografiamo, siamo gelosi l'uno dell'altro, protettivi, ci manchiamo e ce lo diciamo senza pudore.
io ringrazio il Signore per tutte le persone della mia famiglia che ho avuto e che ho, ma salvatore e' un regalo speciale che mi ha fatto e io non smetterò mai di sentirmi privilegiata.

olive nere, tore. ah, anche noi abbiamo comprato le olive nere.

27/07/14

L'estate.

E' un camice a fiorellini, allacciato in vita.
Un balcone con le tende che volano.
Camminare sul pavimento di marmo o di legno, a piedi nudi.
Avere voglia di buttarsi a letto nel primo pomeriggio, sulle lenzuola bianche. Di lino.
Svegliarsi e come merenda cucinare le pannocchie bollite.
Le giornate che non finiscono mai.
Il cielo che da blu diventa azzurro, e poi blu di nuovo. E poi rosso.
Le vespe per strada numerose, piene e veloci verso le risate, con quell'illusione di libertà e invincibilità.
E' mia nonna seduta davanti alla porta.
E' Salvatore a torso nudo.
I vasi di basilico.
Le scorze di anguria nella pattumiera.
I tavolini davanti ai bar.
Le finestre aperte di notte.
Restare a parlare seduti sull'uscio di casa fino a tardi e non sentire che e' tardi.
Gli ombrelloni.
I teli stesi la sera, con ancora il profumo di mare.
La sabbia che resta nella doccia.
La voglia di più baci. Più del solito.
L'orzata.
Il latte di mandorla e la menta.
Le pesche nel vino.
Dormire col cuscino tra le gambe.
Svegliarsi alle sette con la luce del sole.
Lamentarsi per le zanzare.
Gli amici che partono, e tu un po' l'invidi. Quelli che restano e tu un po' ne sei felice.
Le cartoline di chi dice che manchi solo tu.
I film in bianco e nero di chi si ama, di chi se lo dice cantando.
I film in bianco e nero con tua nonna che si commuove.
Tuo padre che decide di dormire sul balcone.
Cenare sul balcone e spostare la tv in posti assurdi per riuscire a vederla anche dal balcone.

Cos'e' l'estate. E che bella che e'. Che bella che e' stata. Ogni estate e' un insieme di estati passati e presenti. Ad ogni ora di caldo arrivano immagini e suoni. Non ce n'e' una, sono tutte le estati della vita che si vivono ogni volta. Delle estati passati sento gli odori, i suoni. Se chiudo gli occhi vedo le persone. E ne sento la solitudine. Prima era la solitudine creata dalla fine della scuola, gli amici in vacanza e io che passavo le sere sul mio balcone da dove si vedevano le luci di Sorrento accendersi pian piano, il sole tramontare tra Napoli e Ischia, e Capri maestosa che prendeva forma. Nel vicolo le signore si univano per andare a gettare la spazzatura e i ragazzi con il loro supersantos arancione tiravano gli ultimi tiri a un muro prima di essere chiamati per la cena.
Oggi la solitudine della mia estate e' piena dell'assenza di ciò e di chi riempiva i miei pomeriggi solitari di allora. Oggi ancora a piedi scalzi, guardo le mie piante di basilico su una finestra di londra, mentre il cielo si riempie di sfumature delicate e mi rendo conto che sono io ad essere andata via stavolta. Via dagli amici, dalla famiglia, dalle vespe, dai gelati mangiati per strada la sera, meritati per il solo fatto di essere sopravvissuti a un'altra giornata di caldo.

Ne sento la solitudine. E mi rivedo su quel balcone. E tra i clacson di autobus rossi se chiudo gli occhi vedo le luci di Sorrento accendersi, pian piano. Ed e' ora di cena.

Buona estate.


07/06/14

sogni

Insomma il mio blog e' lo spazio, da qualche anno, dei miei pensieri, di quelli che non riesco a tenere dentro ma devo scrivere. Di quelli di cui non parlo, ma ne posso solo scrivere. Sono pensieri privati che rendo pubblici, ma sono anche storie che come succede quando scriviamo, si trasformano nel momento in cui diventano scrittura. Diventano più leggere, o più drammatiche. La scrittura ha il potere di cambiare. Ciò che io scrivo qui ha origine da qualcosa che sento, un dolore, una felicita', un dubbio, una riflessione, una nostalgia, ma che diventa altro da ciò che davvero sento e che ovviamente dentro di me non ha forma. E questo mi affascina. Dare una vita nuova ai miei dolori, o alle mie felicita'.

Stanotte, ad esempio, ho sognato mia nonna che era tornata. Mia nonna viene a trovarmi spesso, ritorna e lo fa nell'unico modo in cui può farlo, di notte mentre sogno. Stanotte mia nonna e' ritornata con i suoi acciacchi e mi ha detto che voleva andare al mare e io l'ho lasciata riposare un po' e poi sono andata a prenderla, per portarla al mare.

Vedete? Qui, capita che i miei sogni diventano realtà.

Mia nonna viene quando io ho più bisogno di lei, quando nella realtà prenderei le sue mani, quando mi farei dare i suoi consigli, quando mi perderei nelle sue risate. Allora lei lo sa, e arriva nei miei sogni. Qualche mese fa in un momento di sconforto e' arrivata lei, ed era vestita di bianco e mi ha portata sul terrazzo a guardare il mare. C'era pace. E ne avevo bisogno.