20/11/09

stoccolma e monte bianco, con una spolverata di cannella

inizierei a descrivere stoccolma dal palato: cioccolata calda affogata da panna sciolta e un filo di cacao, cannella e arancia sublimate in un indescrivibile cinnamon roll al Chokladkoppen che e' una caffetteria piccola, di legno, calda, colorata, con tanti cuscini sulle panche e vetri appannati (credo sempre in inverno). se poi dovessi descrivere stoccolma attraverso la vista mi viene da dire tanta acqua, tante luci, tanto verde, un po' di rosso, schiacciata dal grigio, con macchie di nero. l'acqua del mare del nord che veniva fuori all'improvviso appena giravi un angolo; le luci delle tantissime finestre e dei tantissimi lampioni che rendeva il buio precoce della citta' un po' piu' sopportabile; il verde degli abeti, altissimi; il rosso del cappello dei tomtar, il grigio del cielo senza sole e il nero dei tetti appoggiati su case colorate. in mezzo a tutto cio' le guglie delle chiese medievali. dal tatto invece viene fuori la mia lonely planet sempre fra le mani, e l'ombrello, e la lana dei calzettoni nei negozi o quella grezza dei tomtar, ma c'e' anche la pioggia fina e leggera sempre addosso. nelle orecchie la signorina della metropolitana che annuncia le stazioni; le parole mie e di ale che erano quasi sempre esclamazioni di stupore ogni volta che vedavamo, scoprivamo, realizzavamo un qualcosa. e poi c'e' l'odore, quello lieve del mare, quello forte degli abeti e della terra bagnata, delle spezie nel vino caldo, della cannella nelle pasticcerie.

e con Stoccolma ho messo i piedi in un'altra citta' che da piccola credevo esistesse solo sui libri. citta' che hanno acquistato un'identita' mitologica. sara' che sono nata sul mare ma quando studiavamo i paesi nordici, italiani ed esteri, io restavo affascinata. e piu' vivevo in una citta' calda del sud, piu' approfondivo a scuola quei paesei e piu' ne rimanevo affascinata... fino a quando dopo anni mi sono ritrovata in piemonte e un giorno ho visto l'indicazione Monte Bianco. non riuscivo a crederci, mi sono commossa. certo, sapevo che li da qualche parte doveva esserci il Monte Bianco con tanti altri monti trovati sui libri di scuola ma averne la certezza ed essere cosi vicina mi ha sconvolta, e cosi' anche quando ho saputo che Aosta era a due ore da Torino. Aosta. il luogo dove sarei scappata un giorno, mi dicevo sempre da piccola. Aosta! Era per me il luogo piu lontano, piccolo e montuoso che conoscessi, sempre grazie ai libri di scuola - tutto il contrario di dove vivevo dunque. mi vedevo con gli stambecchi e nessuno mi avrebbe mai raggiunta (un heidi un po' alternativa insomma). poi un giorno ci sono stata ad Aosta e ho scoperto con rassegnazione che la cosa piu bella di quella citta' era l'indicazione Aosta alla stazione. era bello leggere quel nome perche' mi ridava i miei sogni.

ce ne sono ancora tanti di paesi "lontani" e mitologici. paesi raccontati solo sui libri. paesi dove nessuno mi avrebbe trovata. stoccolma ne era un pezzo.

ero in uno dei miei sogni da bambina lo scorso fine settimana.

17/11/09

... ibuk, aifon, aipod

oggi all'editorial meeting c'e' stato un bel dibattito... dunque iniziamo con gli e-rights? brividi. tutti in modo professionale, in a business way, direi, hanno pensato al loro mercato, al mercato cioe' dell'e-books nei vari paesi... daniela e' stata l'unica ad esplodere, con la sua grinta italiana. semplicemente, passionalmente ha difeso il libro. io non so se il libro mai morira' e voglio credere davvero che non succedera' perche' nel momento in cui ci penso sento una fitta al cuore e mi vengono i brividi pensando ai miei bambini, quelli che magari in un'altra vita avro', con un e-book in mano. orrore!!! non so se il libro morira'. so che la lettera e' quasi morta - sostituita dalla e-mail, so che la cassetta, il disco, e fra un po' pure il cd, sono quasi morti - sostituiti dal download e quindi dall' i-pod, so che il contatto con la gente per strada in una nuova citta' per chiedere semplicemente informazioni su luoghi, sta per morire - grazie all'i-phone e al blackberry. la fotografia manuale e' ormai del tutto sostituita da quella digitale. non capisco come non ci si renda conto che piu' la tecnologia ci coinvolge piu' perdiamo l'uso e dunque la consapevolezza degli altri sensi. quindi perdita. certo, e' ovvio, ci sono determinati vantaggi e non sono cosi' stupida da rifiutarli ma i rischi credo siano molto piu pericolosi. la perdita e' molto piu' grave del vantaggio, e poi siamo proprio sicuri di aver assolutamente bisogno di quei vantaggi? siamo propio sicuri che a volte non si tratti semplicemente di pigrizia? insomma il libro coinvolge in modo cosi' estasiante tutti i sensi che non ho proprio intenzione di rinunciarvi. cosi come non sto rinunciando al piacere di comprare un rullino, scattare, aspettare e poi toccare una foto, di sentirne l'odore e di tenerla in un cassetto, in un libro, di ritrovarla dopo tempo e guardarla in un qualsiasi luogo con chiunque, e accorgersi del tempo che passa anche attraverso la carta, i colori, l'odore. e non e' stupido romanticismo il mio!

08/11/09

I don't want to know

Peanuts


03/11/09

tetti e strade

Sabato notte ho camminato sui tetti di Londra. C’erano delle galline e una bicicletta bianca. Cristobal e’ cileno, e’ bello e il tetto e’ suo. E pure le galline e la bicicletta. Ha una camera sul tetto dove ci si arriva salendo una scala instabile e facendo qualche metro piegati a carponi. Il cielo era pulito e le finestre come stelle brillavano chi piu’, chi meno. Pensavo a mary poppins e a quanto da bimba mi affascianavano i tetti. Da piccolissima i miei nonni avevano un terrazzo enorme, io andavo con mia nonna a stendere i panni e adoravo quel posto. Mi dava i brividi. Correvo in mezzo alle lenzuola profumate e sembrava un labirinto. Giu la citta’ si muoveva e nessuno sapeva di me. Quel senso di liberta’, mia nonna bella a stendere le lenzuola, l’odore di pulito… so che non avro’ mai piu’ quelle sensazioni ma se chiudo gli occhi e cerco qualcosa di bello e di solo mio penso a quel terrazzo. Domenica e’ arrivato l’inverno e ha trovato le strade sommerse di foglie gialle e rosse. Io ci cammino sopra aspettando uno scricchiolio ma la pioggia le ha rese troppo morbide. Ma saltellando e provando e riprovando lo trovo, lo scricchiolio.

02/11/09

da alda - a tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

29/10/09

come si uccide



No. Non riusciro mai a vederla come normalita’. E nessuno deve farlo. Non si puo guardare una cosa del genere e non sentirsi indignati, arrabbiati. Non si puo non voler gridare. Non si puo chiamarla normalita’. Soprattutto i napoletani non possono farlo. La calma della persona che uccide, in questo video tremendo, e’ qualcosa che toglie il respiro a chi osserva, perche’ dimostra sicurezza. Questa e’ la cosa che fa piu paura, la sicurezza, la calma, la serenita’ di chi sa di avere il potere. E’ dura vedere questo video. Lo e’ soprattutto per me che a quella citta’ sono legata in un modo viscerale. e’ dura esprimere delle considerazioni, perche’ c’e’ tutto un miscuglio di emozioni contrastanti, e perche’ ovviamente e’ sempre piu complicato di cio che si vede e quindi facilmente si puo cadere nella banalita’. Ma cio che viene fuori con forza e’ una repulsione, quasi nausea nei confronti di chi dice di essere lo stato, di tutti coloro che dovrebbero essere lo stato e dovrebbero essere presenti, incazzarsi, lottare, invece sembra che incrementino e agevolino le organizzazioni criminali e camorristiche. Che tristezza. E quindi di chi fidarsi? Cosa fare? Non lo so. Io mi ostino ancora a voler credere nelle persone, nonostante tutto, fra mille pecore nere, una bianca ci sara’. E comunque non si puo’ abbassare la testa. Non si puo. Non bisogna smettere di parlare, gridare, scrivere. Dire no. Sempre e ovunque. Non accettare tutto cio come normalita’. Non si puo’ guardare una persona morta e restare indifferente, perche’ forse rassegnati. La rassegnazione e’ morte. La paura e’ morte. Non e’ normalita’. Non deve esserlo. Questo video e’ un coltello ma e’ lo specchio dell’Italia nella quale viviamo. Italia.

28/10/09

London Film Festival

e' proprio strano a volte ci sono delle realta' che ti seguono. che ti rincorrono quasi. questo film stavo per vederlo a buenos aires. poi, per una serie di circostanze, l'abbiamo perso. l'ho perso. ora lo ritrovo a londra e quando ho dato un'occhiata ai biglietti, settimane fa, era tutto pienissimo. ieri ho pensato di andarci comunque, dopo il lavoro. mi sono messa in fila ad aspettare i biglietti disponibili. sono entrate le prime nove persone. io ero la decima. ho cominciato a ridere e mi sono detta ok. vabene cosi'. mancavano forse 5 minuti all'inizio, stavo per andare quando si e' aperta la porta e il tipo ha detto c'e' un solo biglietto rimasto, era di una signora che ne aveva acquistati due ma che all'ultimo momento e' riamsta sola. il mio biglietto dunque. nel film c'era cio' che mi e' piaciuto di piu' di buenos aires, quell'atmosfera da comunita', la solidarieta', l'amicizia, la spensieratezza. il sentirsi a proprio agio. c'era il tempo di buenos aires, non quello atmosferico ma quello delle lancette. che e' un tempo diverso da tanti altri paesi (all'opposto di questo dovev vivo direi). tempo che passa e che non pesa, non agita, non mette ansia. il film era molto bello. la fotografia particolare, quasi da holga direi. c'erano le mie inquadrature, pezzi di persone. il produttore, il fotografo, il regista, lo sceneggiatore: amici che prima di venire a Londra hanno fatto un salto ad Amsterdam, ma hanno preferito non parlarne. hanno girato il film nei weekend di un mese, dieci giorni in tutto. Nella vita, nelle relazioni, nel lavoro forse e' meglio sempre avere pronto un Plan B (che e' proprio il titolo del film), che non si sa mai.

25/10/09

carmina burana



senza parole ieri davanti all'orchestra e al coro potentissimo della royal albert hall. i carmina burana sono dei testi poetici trovati in un manoscritto del XIII secolo. autori diversi e argomenti diversi, dalla satira, all'amore, alla parodia della liturgia. Carl Orff ha musicato alcuni brani. enjoy.

O Fortuna, cangi di forma come la luna, sempre cresci o cali; l'odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente,
dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse,
tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!

20/10/09

sono nato nel sole di un paese grande

e mentre londra si macchia di rosso e di giallo io mangio pane e burro, gelato e biscotti. bevo caffe' al mattino e the' di sera. ascolto conti, camerini, vecchioni e gaetano al piano superiore di un bus multietnico. osservo le gocce di pioggia sul vetro e davanti orde di ciclisti che come formiche scappano via cercando di non farsi schiacciare da autisti senza cuore. per strada la gente e' distratta e cupa, i londinesi ogni mattino sono seri come se stessero per affrontare il peggio. io in mezzo a loro rallento, non rincorro i bus, non sfido le sliding doors della metro e neanche l'appena rosso dei semafori. rallento, e allora loro mi urtano, distratti e incuranti. ma io non mi arrabbio perche' ho nelle orecchie camerini che canta del brasile e poi anche perche' sono rinchiusi nel loro mondo e non sanno neanche di averti urtato e quindi come fai ad arrabbiarti? torno a casa e realizzo che i miei coinquilini continuano a non trovare un senso alle cose che porto a casa. le piantine di menta e rosmarino sono andate a finire sul microonde arancione, io avrei preferito la finestra bianca. ma poi con sorpresa mangio la zuppa preparata da loro e trovo foglie del mio rosmarino e sono soddisfatta, orgogliosa.

15/10/09

UP

UP e' un film dolcissimo, dove ci sono i sogni, i progetti, l'amore, il dolore. c'e' un lui che incontra una lei e si accorgono di avere gli stessi sogni ma con forme diverse. c'e' una casa messa insieme con amore e una strada da percorrere. ci sono ostacoli e abbracci. ci sono miti che si rivelano solo miti. c'e' un lutto che viene elaborato. c'e' un'america e un sud america. c'e' voglia di avventura. e c'e' tanto colore.