Photo: virginia

21/09/08

punto e a capo

Il cielo su torino era grigio, ma un grigio generoso tanto da far arrivare al caffè elena un calore necessario. Necessario ad ogni partenza, credo. I pacchi erano pronti, da tempo ormai. Lenta la loro preparazione. E lentissima la loro chiusura. Ed io, con loro, come una foglia che proprio non riesce a staccarsi e che aspetta l’ultimo colpo di vento, quello definitivo. E il colpo di vento c’è stato. Elisa e Francesca mi hanno “presa per mano” e portata via. Non puoi salutare tutto d’un fiato una città, né ho avuto la pretesa di farlo. Torino l’ho lasciata lentamente e prima di farlo ci siamo finalmente riappacificate. Allora forse un grazie timido timido, come il sole di stamattina, glielo dedico perché seppure io non abbia cercato un contesto per la mia partenza, questa città ha voluto che la salutassi in una delle piazze che più ho amato e che ho ammirato notte e giorno dal tetto durante un bel periodo della mia vita. E ha voluto che con me in questa piazza ci fossero le persone con le quali avevo iniziato un bel cammino e con le quali avrei voluto ancora camminare, fra birre, chiacchiere, confronti e risate. Ma ogni scelta porta con sé una perdita, lo so. Eppure nobile signora è un arrivederci, ormai ci sei, sei entrata lentamente. In silenzio.

16/09/08

a cup of serenity

poche certezze nella vita, ormai sempre meno. ma il tè bianco. quello rimane una certezza. "a cup of serenity" era scrittto dietro alla confezione presa più di un anno fa a londra. e ora con questo freddino autunnale e questo marasma dentro e fuori cosa può essere meglio di "a cup of serenity"? semmai un giorno andrò in cina - tanto ormai l'ho detto, non ho più certezze - andrò per fare scorta di serenity. e poi non vi dico più niente. anzi una cosa si, che sono già a numeri due film di venezia e la delusione è totale. un ozpetek che sembra muccino e un corsicato che boh, era propio da venezia sto film? o meglio, era proprio da festival? mah. attendo il mio silvio orlando e pupi, che di solito non deludono. ma ormai l'ho detto, non ho più certezze. se non il tè bianco, a cup of serenity.

08/09/08

è sempre sabato

è sempre sabato da un po', e non è semplice accettarlo. è una sensazione strana. eccitante quanto allarmante. è sabato perchè sai che domani ancora non lavorerai. è sabato perchè non hai programmi che non puoi assolutamente disdire o saltare, è sabato perchè puoi restare a impigrirti sul divano, vedere un film, finire quel libro, farti un caffè. è sabato perchè puoi decidere di prendere la bici e senza fretta attraversare la città, passare per quella strada che non hai mai visto, parcheggiare e fermarti a fare una telefonata sui gradini al sole. è sabato perchè puoi pensare in qualsiasi momento di prendere un treno e andare a trovare un amico - se gli amici avessero tempo - o magari semplicemente andare. è sabato perchè non hai internet a portata di mano, peculiarità dell'ufficio, e quindi sei un po' fuori dal mondo. è sabato perchè hai tempo. tanto tempo, troppo tempo, e sembra strano ma quando hai tempo ti viene ansia, perchè dici e ora che ci faccio con questo tempo? una vita intera a lamentarti per non avere tempo, per te, per la spesa, per gli altri, per pensare... e ora ho tempo. so che prima o poi arriverà una domenica e un lunedì. ma ora ho tempo e cerco con tutta me stessa di ammutolire la mia ansia, e di godermelo questo tempo. quindi vi lascio e con tutta calma mi concedo un giornale e un caffè in una giornata tutta settembrina, fresca e soleggiata. senza muri di uffici.