Photo: virginia

12/09/07

vi racconto della villa



è il sabato mattina che la villa da il meglio di se stessa. mi sveglio col rumore del tram sotto casa e con un fascio di luce che passa attraverso le finestre con le guglie. io dormo nella stanza del pianoforte, dove oltre al pianoforte c'è una libreria - comune denominatore di tutta la villa - che lascia intravedere i suoi tesori attraverso vetri opachi, c'è una vecchia lampada senza lampadina, c'è un vecchio orologio e un vecchio scrittoio. il paesaggio che vedo dalla mia finestra sembra quello di un film anni '50: un incrocio dove spunta un groviglio affascinante di binari del tram; il dopolavoro ferroviario e, più su, le colline torinesi. per raggiungere la cucina azzurra (in realtà, il luogo della villa che più amo) lascio dietro di me il bagno degli schiavi e la stanza del dottore e attraverso un lungo corridoio. sulla destra incrocio la stanza della regina madre, che è stata la mia prima stanza quando giunsi qui per la prima volta, due anni fa. è la stanza matrimoniale con una vecchia e grande specchiera, con pettine spazzola e porta gioie, di porcellana, proprio come ne vedevo in casa di mia nonna. è l'unica stanza che ha l'accesso diretto al bagno, ed è sempre chiusa. quando aprii il polveroso armadio per metterci qualcosa di mio mi trovai davanti una litografia di Luzzati, con tanto di firma. proprio di fronte alla stanza della regina madre c'è l'anima della casa, il soggiorno o anche sala da pranzo, è qui che i coinquilini della casa - di numero sempre indefinito peraltro - si incontrano e discorrono su argomenti vari, davanti a un buon bicchiere di pastis e fra una partita a scopa e una a tresette. dopo il soggiorno c'è una stanza da letto, dove viveva il coinquilino originario, il cosiddetto "fattore c", contatto perugino grazie al quale sono giunta qui. prima di arrivare alla cucina azzurra sulla sinistra un passaggio conduce alla dispensa della villa e alla camera di emme, altro coinquilino. una volta giunta in cucina preparo il mio caffè con una delle cinque caffettiere e attendo sul balcone di sentirne l'odore e il rumore. la villa è un luogo dove ogni bambino e ogni adulto con il passato sempre in mente vorrebbe trovarsi, un tesoro si nasconde ad ogni angolo e dietro ogni porta e dentro ogni cassetto. di porte ce ne sono tante, da alcune si giunge in altre stanze e poi ancora in altre. i tesori della villa sono libri, tanti tanti tanti, in italiano e in lingue straniere, e di tutti gli argomenti possibili e immaginabili. dai classici all'astrologia, ai dizionari, alle cartine geografiche, all'arte, alla storia. c'è la storia dell'africa e la storia del museo del popolo messicano in francese, c'è l'arte oceanica e la bibbia disegnata da chagall, c'è l'enciclopedia universale dell'ortografia, c'è un manuale di torri e castelli della valtellina e uno sugli splendori di leningrado, ci sono le monete del rinascimento e la saggezza dell'india, ci sono due splendidi volumi di la rivista per le signorine e un guida pratica alle acque minerali e ai bagni termali, in francese, c'è spinoza e carducci, leopardi e gaugin, parini, scott, manzoni... e aprendo questi tesori si trovano altri tesori, frammenti di lettere o di appunti, articoli di giornali risalenti agli anni 50 o 60... ma i tesori della villa sono anche vecchie foto rinchiuse in scatole di latta di biscotti, dietro alle quali ci sono sempre una data e un luogo lontani, e sono cartoline da una località di villeggiatura sempre diversa, e sono gli appunti di un'università e di un mestiere anch'essi lontani, e sono le collezioni più disparate, e gli oggetti più strani, e i dipinti e le stoffe... tutto è qui, nella villa e a noi coinquilini precari, fissi, legali e illegali piace immergerci in questi tesori entrare nelle vite dei vecchi abitanti di questo luogo, di queste stanze, ricostruire i loro giorni, immaginare le loro gioie e i loro dolori e colloquiare con i loro fantasmi. un po' facciamo parte della loro storia, aggirandoci per queste stanze respiriamo una nobiltà dormiente. immaginiamo di essere stati scelti a custodire questi tesori e gelosamente li sentiamo un po' nostri.

1 commento:

DindoloM ha detto...

Che bello Vi "addentrarsi" nei tuoi racconti... come sempre! Ma quando scriverai un libro? Io lo comprerei subito!! Bacio