Photo: virginia

27/02/12

Spring

Non so se e' arrivata per restare, pero e' arrivata. O almeno si sta facendo spazio. Me ne sono accorta dai boccioli timidi e colorati sui rami ancora infreddoliti, e dalla luce, e dagli odori. C'e' luce e un profumo dolce nell'aria. E' inverno da un anno e mezzo e lei sta arrivando e io ho paura di esultare. So bene che qui, fuori e dentro, la primavera puo durare un giorno e l'inverno un tempo indefinito.




E' inverno da cosi tanto. Da troppo. E io ho bisogno di profumi, di calore, di verde. Ho bisogno di fermarmi, non proteggermi piu. Ho bisogno per un po di non difendermi piu. Per un po. Per la durata di una primavera. Ho bisogno di aria, di sorrisi. Ho bisogno di camminare leggera per strada e di aprire le finestre. Di scrollarmi di dosso la tensione di chi si protegge continuamente.



Ho bisogno di una primavera che non sia uno scherzo. Che arrivi e che ci sia.



Ho bisogno di una primavera fatta di terra bagnata, di foglioline verdi delicate che spuntano dove non l'avresti mai detto. Del volo degli uccelli. Dei sorrisi della gente. Delle finestre aperte.



E' inverno da tanto e io voglio scrollarmi di dosso questo buio e questo freddo. Voglio prendere una bicicletta e andarmene al mare e voglio che il telefono non squilli piu con notizie d'inverno ma che arrivino lettere di primavera. Lettere che annunciano l'estate.



Basta inverno, vi prego. Lasciate che il mio corpo riprenda calore e colore. Lasciate che non debba piu difendermi. Per un po. Solo per un po.





24/02/12

delirio

eh, ok basta non ci penso piu. non ci devo più pensare.
pero che palle!
ok, vabene. come se niente fosse successo. ok.
pero, alla fine, perché non ci devo più pensare?? non e' giusto!
perché poi sai come va a finire. meglio lasciar perdere.
lascia perdere, lascia perdere, lascia perdere!
ok basta basta. non e' successo niente. vabene così.
non va bene per niente, mi sono rotta di non dover mai pensarci.
niente. tutto normale. tutto normale.
che due coglioni pero.
vi, andra tutto bene. sarà tutto come prima. facciamo finta di niente. e' andata.
si pero, uff
si ritorna alla normalità
eh.
e comunque lo sai che a un certo punto ti passa.
mmhh.
si.
vabbe
tristezza




12/02/12

domenica qualsiasi


Al mio risveglio la casa era in silenzio. Percepivo, anche a tende chiuse, la poca luce proveniente da fuori e sono restata ancora un po. Non amo dormire a lungo, neanche nel fine settimana, ma mi piace starmene a letto anche da sveglia, lasciare che corpo e mente decidano il momento giusto per riprendere contatto con cio che e’ rimasto fuori dalle coperte.

Con lentezza sono scesa in cucina. Latte e caffe.

Poi una piacevole sorpresa, Salvatore al di la dello schermo del pc che mi ha fatto vedere l’ultimo ballo che ha imparato.

Poi piscina, per riprendere il contatto con l’acqua, elemento fondamentale ma raro ormai nella mia vita. Sono tornata a casa rigenerata, serena.

Padrona della casa, e della cucina ho preparato il pranzo. Sembrava tutto perfetto.

Eppure.
Eppure all’improvviso una vertigine. Cos’e’? perche?

Perche all’improvviso ti senti un’estranea? Estranea a cio che ti circonda. A quella cucina che hai appena finito di pulire. Estranea a quei centimetri dove hai posato i tuoi piedi. Estranea a te stessa.

Un capogiro. E non sai piu chi sei, dove sei e soprattutto perche. Perche qui e non in un altro luogo. E se altrove, dove?

La casa vuota e calda, le luci basse, il silenzio e questa sensazione di estraneita.

Non e’ stato altro che una domenica qualsiasi.  

27/01/12

il fatto e' che e' venerdi, e c'e' il sole


quanto sono importanti le persone che ci circondano. importanti per il nostro umore, per la nostra creativita. importanti per la nostra visione del mondo.

per questo sentiamo piu o meno la mancanza di determinate persone, a prescindere dal fatto che vogliamo piu o meno bene a queste persone.

se incontriamo durante il nostro cammino persone che ci fanno stare bene, e che apportano una modifica piacevole al nostro guardare le cose, e pensare alle cose allora quelle persone vogliamo rivederle, vogliamo circondarci di loro, respirarle, ascoltarle.

ad esempio a me manca salvatore, non solo perche e' mio fratello, non solo perche e' il piu piccolo. a me manca salvatore perche attraverso i suoi occhi, le sue parole, i suoi pensieri il mondo e' piu bello. con lui ho imparato ad essere gelosa e orgogliosa della mia parte bambina. salvatore mi fa ricordare che il mondo, proprio perche c'e' lui, puo avere una forma diversa per tutti. lo sguardo di salvatore addolcisce il mio. salvatore mi fa stare bene.

mio nonno, ad esempio, era l'affetto e la gioia allo stato puro. stare con lui mi faceva percepire la realta sempre come una festa, dove non dovevamo avere paura di essere i protagonisti. si arrabbiava ma poi ritornava in pace. con lui ho imparato che arrabbiarsi e' positivo, e' necessario. ho imparato che poi c'e' la pace dopo l'urlo.

pero poi ci sono le persone che contengono negativita', non per forza perche siano negative ma semplicemente perche vivono, e hanno vissuto, negativita di cui non si sono liberati, e non se ne accorgono, non vogliono o forse non possono accorgenrsene. sono le persone che si lamentano spesso ad esempio, di qualsiasi cosa. la loro lamentela a volte e' sostituita da un sospiro, di insoddisfazione. qualsiasi cosa non e' mai davvero bella, c'e' sempre il lato grigio da considerare per loro. spesso queste sono anche persone insicure che sentono il bisogno di conferme continue, o di difendersi con aggressivita o con la distanza.

oppure ci sono le persone irrequiete negative. sono le persone che non hanno pace, che fanno mille e un progetto, che pensano a mille e una cosa, che cambiano idea mille e una volta. la loro inquietudine non porta niente di buono, se non instabilita e ansia. la senti che appesantisce l'aria e a te manca all'improvviso il respiro.

poi ci sono quelli che invece vogliono assolutamente, e dico assolutamente, vedere tutto sempre positivo. anche questi, credetemi possono essere persone negative, perche vivono un eccesso, vivono in una finzione che vogliono raccontarsi e raccontare. queste persone saranno sempre a una distanza glaciale da noi. saranno sempre nel loro mondo che hanno provveduto a riempire con fiori colorati ma finti che non appassiscono mai ma che nascondono la pioggia e purtroppo per loro pure il sole. sono le persone che ci fanno sentire stupidi, sono le persone che credono di essere i salvatori del mondo, che parlano di massimi sistemi, della poverta nel mondo, della globalizzazione e che pero non cambierebbero mai un loro programma se tu chiedessi loro di farlo anche solo per un caffe.

e poi, manco a dirlo, ci sono le persone che non si vogliono bene. chi? quelli che restano a lavorare per un tempo indefinito, quelli che si vesteno male, quelli che si "puniscono" per le loro debolezze o per gli errori che fanno, o peggio per cio che ritengono essere errori, quelli che accettano sempre l'idea degli altri non esprimendo mai la loro, quelli che non osano. quelli che non si ascoltano mai. questi accumulano negativita e la riversano ad ogni passo, ad ogni sguardo.

l'affetto e' qualcosa di diverso ovviamente. amiamo persone che purtroppo sentiamo negative. spesso sono eprsoen della nostra famiglia, a volte sono amici. li amiamo ma sappiamo che non riusciamo a camminare con loro. ho amato persone che mi facevano stare male, persone depresse, infelici, pessimiste, e nel mio processo di amore verso me stessa ho capito che amarle non voleva dire sprofondare con loro, che sprofondando nel loro buco nero non sarebbe servito a niente se non ad accumulare altra negativita.

alcune di queste persone hanno imparato a scrollarsi di dosso il grigio, ad uscire dal buco nero e a sorridere in modo sincero.

altri no e forse mai lo faranno.

12/01/12

notte



Parenti, amici, sconosciuti, cari che non ci sono piu, persone che ho incontrato una volta sola in vita mia, animali, suicidi, urla, inseguimenti, case deserte, palazzi dai quali e' impossibile uscire. Il mio mondo onirico e' sempre stato intenso da vivere. Per fortuna non sempre ricordo cio che sogno, ma il piu delle volte si. Non solo, ovviamente quel mondo essendo cosi rumoroso, affollato, impegnativo interferisce con la realta. Mi sveglio di notte con l'ansia, nei casi peggiori con le lacrime.


Per alcuni periodi appunto, non arriva alcun segnale dal mondo dei sogni. come se si spegnesse e io semplicmente dormo e al risveglio non ricordo niente o comunque sensazioni vaghe e trascurabili.
Anche per questo evito vivamente di vedere film horror, thrillers o anche di ascoltare racconti inquietanti. Quando ero piu piccola persino la famiglia Adams entrava nei miei incubi.

Inutile, il tuo inconscio e' piu forte di te e sa cose che tu non sai o che non vuoi sapere. Voresti sognare di vite meravigliose, con uomini belli, intelligenti, forti che ti amano e che ti cercano. Di case in riva al mare. Di successi professionali e sociali. Insomma vivere almeno di notte cio che la realta ti nega. E, devo essere sincera, a volte capita. Certo che capita. Ma cosi di rado che assume il valore di un regalo che il mio inconscio vuole farmi, proprio per non farmi impazzire con il resto.

Insomma quando chiudo gli occhi le paure, i dispiaceri, le ansie, i dolori e tutte le cose piu strane e piu contorte diventano molto piu forti dei miei desideri, delle mie speranze. Non importa quanto io ci combatta ogni giorno, loro si fanno spazio nei miei sogni rendendo il mio riposo una fatica che poi mi porto addosso per il resto della giornata.
A volte prende persino forma la guerra stessa tra me e le mie paure.

Tutto cio per dire che sarebbe bello vivere in un mondo piu sereno quando chiudo gli occhi. 

14/12/11

tetti e terrazzi

"che poi silvia, la padrona di casa, e' la ex moglie di nanni moretti."
questo mi dice maria in macchina mentre stavamo andando a questa festa organizzata da alcuni editori romani. per me fino a quel momento era una delle tante feste di editori
"e la casa, e' quella dove nanni ha girato Aprile."
ok. fosse stata pure noiosa, la festa era gia valsa tutta la stanchezza e il sonno che avevo.
entro e vengo avvolta dalla cordialita romana e da una casa con soffitti alti e pareti colorate. bella.
dall'entrata era subito visibile il salone dove un po di gente chaicchierava e rideva.
"maria senti, chi e' quella donna seduta li sul divano, l'ho gia vista ma non mi viene in mente"
"quella? e' dacia maraini"
si. dacia maraini che dopo dicei minuti circa inizia a parlare con piera degli espositi.
ok. bisogna bere e con mio sommo piacere mi accorgo che c'era tanto prosecco.
a mangiare la pasta cucinata dalla padrona di casa, dietro di me riconosco sabrina impacciatore, sorridente e contenta di essere riuscita a venire. fosse stata la settimana prossima sarebbe stata a milano e se la sarebbe persa, quest'anno. la festa.  
intravedo il terrazzo e gente.
non trattengo il mio "wow" e la ragazza accanto a me mi fa, eh si, e se vai in fondo al terrazzo vedrai il cupolone.
infatti era li, in tutta la sua maesta', il cupolone, e altre cupole che riempiono i cieli di roma, e tetti tanti tetti con terrazzi.
c'era una bella energia venerdì sera. una serata semplice e fluida che a londra non potrei avere, vista la natura complessa e articolata della città stessa e dei suoi abitanti. godo spesso della bellezza di londra ma più passa il tempo e più capisco che mi manca una bellezza più semplice, quelle bellezze a portata di mano, di quelle che non ti chiedono sforzi, di quelle che ti riempiono e ti ammorbidiscono. mi vengono in mente roma, napoli e genova. 

30/11/11

Ad occhi chiusi


Sto cercando di prepararmi ed esser piu serena possibile per affrontare il giorno del mio compleanno. Domani. Quest'anno.

Quando per 32 anni non e' mai mancata quella voce a farti gli auguri, quel bacio, quel sorriso, allora sai che bisogna rendere tutto il piu morbido possibile per affrontare l'assenza che gia quotidianamente e' insopportabile, fluida, ma insopportabile.

Dunque sto cercando, si sto cercando di far si che la gioia per la mia nascita e la tristezza per la perdita della persona che mi ha visto nascere prima dei dottori, prima di mio padre, prima di mia madre e che in questo giorno amava raccontarmi che e' stata lei a vedere la mia testolina frettolosa uscir fuori prima che tutti se ne accorgessero, si, insomma, che questi due sentimenti si mescolino con delicatezza. Ed io sono qui ad accoglierli in silenzio. Quest'anno sarà così.

Allora faccio un gioco. Chiudo gli occhi e vi dico cosa vedo.

Una persona che mi consoce bene mi viene a prendere in macchina dopo lavoro, ora. 
Mi porta a casa a preparare la borsa. Rientriamo in macchina e ce ne andiamo al mare. 
Scegliamo la costa ligure o forse quella amalfitana. Ceniamo su un terrazzo alto, dove il freddo non e' poi cosi freddo. Beviamo prosecco, tanto prosecco. 
E domattina dopo una bella colazione, arance, caffelatte e cornetti, si riprende la macchina e si continua la costa. Ci fermiamo su una spiaggia deserta ma con il sole. Il mio sole di dicembre, quello che non riscalda ma che illumina. Senza orologi e senza tempo ce ne stiamo li, accogliendo le parole o i silenzi o le risate e i ricordi cosi come vengono senza censure. 
E poi mangio pesce e avro' una torta. Di quelle impegnative, alla nocciola. Perche le torte dei compleanni devono essere impegnative, serie. Mio nonno mi avrebbe fatto la millefoglie alla nocciola. E ci avrebbe anche scritto buon compleanno. Perche la torta di compleanno deve essere bella non solo buona.


E poi un ballo lento e lungo. 

E finisce cosi. Senza fine.

14/11/11

tell me

"In this world of bad news tell me something good for a change. Tell me you are in love; tell me you have met someone who is worthy of you, someone you can spend your life with."


I can say I'll be happy as long as I get wishes like this from people physically far from me but so emotionally close. 

09/11/11

innamoramento isterico


voglio pensarmi innamorata. voglio innamorarmi così tanto che mi convinco di essere innamorata e me ne convinco così tanto che sto anche male. ho anche un lui. certo. appena l'ho visto ho pensato io sono innamorata di lui. ma il fatto e' che io non e' che l'ho visto e mi sono innamorata altrimenti rientrerebbe nella normalità, no. io me lo sono cercato, senza accorgermene pero. lo cercavo e facevo finta di niente. quando l'ho trovato ha dato un senso al mio volermi innamorare. io ufficialmente non sapevo che lo cercavo. l'ho trovato e poi ho pensato, e' lui. ha tutto. ha anche i problemi giusti. e' egocentrico il giusto per non notarmi. e' affascinante, e' intellettuale, e' simpatico ed e' bello. sarà pure sensibile certo. e' la persona di cui ho voglia di innamorarmi. lui si innamorerà di me, e se non se ne innamora sarà infelice perché tutte le altre storie gli andranno male lo so. e poi crederà che non esiste una donna al mondo che possa condividere la vita con lui e non sa che ci sono io. non sa, non s'accorge, non capisce. crede sia un caso? crede io sia una tra le tante? una delle tante. non sa, non sa che c'e' un innamoramento in corso. scherza, s'allontana, non si lascia coinvolgere, va e viene. non si espone e sottovaluta. non considera. si chiude e intanto io mi apro, mi innamoro, poi sogno, poi faccio pazzie, lo corteggio, mi arrabbio, poi mi addolcisco, e poi ci rimango male, soffro. allora decido. basta e' finita. il mio cuore a pezzi. volevo solo essere innamorata. e lui sta li. l'ho cercato, l'ho trovato, sta li. c'e' davvero ma e' ignaro. di tutto. che ci siamo innamorati e scelti e amati e fatti del male. non lo sa. esistono gravidanze isteriche. il mio, il nostro, e' stato un innamoramento isterico. 

30/10/11

di domenica

tutti i buoni propositi di uscire svaniscono. la domenica e' quasi sempre così. dovrei fare, andare, vedere, ma poi mi rendo conto che a me la domenica piace starmene a casa, un sacco. pulisco, cucino, mi preparo il caffe. cazzeggio. leggo. lascio che le ore scorrino lente e leggere e silenziose, senza appesantirle dell'ansia di dover fare. almeno la domenica. per tanti anni la domenica pomeriggio e' stata riempita dalla telefonata a mia nonna. chi e' solo sa che la domenica e' il giorno in cui la solitudine si accentua. il silenzio intorno, le famiglie se ne escono, la città si ferma. io e mia nonna, che vivevamo sole in città diverse, di domenica ci sentivamo più sole del solito. lei più sola di me, o comunque in modo diverso. allora abbiamo iniziato senza accorgercene, come succede solo con le cose importanti, questa tradizione, della telefonata di domenica. se avessimo vissuto nella stessa città la domenica pomeriggio sarei andata a trovarla, come facevo da piccola. ci mettevamo in macchina e si andava dai nonni. come tutte le cose che fai da piccolo, le accetti senza farti domande, come uno stato di fatto. man mano che cresci inizi a essere insofferente a tutti i rituali che ti trovi a vivere senza averli scelti. da adulto quando quei rituali si sono spenti capisci. non c'e' molto da dire, ma capisci e ringrazi di averne avuti di rituali nella tua vita.
a torino chiamavo mia nonna da un telefono pubblico sotto casa. avevo trovato questa scheda telecom che ti faceva pagare solo lo scatto e poi potevi parlare all'infinito. sembrava l'avessero fatta per noi due. la cosa meravigliosa delle nostre chiacchierate era che ci dicevamo di tutto. mia nonna mi faceva partecipe di tutto. mia nonna non faceva selezioni, non sapeva farne, perché avrebbe dovuto? quindi succedeva che mi raccontava di ciò che stava accadendo a Domenica In e poi di ciò che la signora accanto aveva cucinato e poi del tempo e poi del fruttivendolo e poi di mia madre e poi di quando era giovane, e poi delle emozioni che le aveva dato il film napoletano appena visto e poi di tutto ciò che le veniva in mente. in quella telefonata mi vivevo mia nonna come se fossi stata li con lei. questa cosa a me m'ha sempre riempita e devo dire con orgoglio e nostalgia che succedeva solo con lei. e nello stesso modo in cui mi raccontava lei voleva anche sapere. quindi mi ritrovavo a raccontare di me come faceva lei, e, ancora, questo succedeva solo con lei.