Photo: virginia
27/01/12
il fatto e' che e' venerdi, e c'e' il sole
quanto sono importanti le persone che ci circondano. importanti per il nostro umore, per la nostra creativita. importanti per la nostra visione del mondo.
per questo sentiamo piu o meno la mancanza di determinate persone, a prescindere dal fatto che vogliamo piu o meno bene a queste persone.
se incontriamo durante il nostro cammino persone che ci fanno stare bene, e che apportano una modifica piacevole al nostro guardare le cose, e pensare alle cose allora quelle persone vogliamo rivederle, vogliamo circondarci di loro, respirarle, ascoltarle.
ad esempio a me manca salvatore, non solo perche e' mio fratello, non solo perche e' il piu piccolo. a me manca salvatore perche attraverso i suoi occhi, le sue parole, i suoi pensieri il mondo e' piu bello. con lui ho imparato ad essere gelosa e orgogliosa della mia parte bambina. salvatore mi fa ricordare che il mondo, proprio perche c'e' lui, puo avere una forma diversa per tutti. lo sguardo di salvatore addolcisce il mio. salvatore mi fa stare bene.
mio nonno, ad esempio, era l'affetto e la gioia allo stato puro. stare con lui mi faceva percepire la realta sempre come una festa, dove non dovevamo avere paura di essere i protagonisti. si arrabbiava ma poi ritornava in pace. con lui ho imparato che arrabbiarsi e' positivo, e' necessario. ho imparato che poi c'e' la pace dopo l'urlo.
pero poi ci sono le persone che contengono negativita', non per forza perche siano negative ma semplicemente perche vivono, e hanno vissuto, negativita di cui non si sono liberati, e non se ne accorgono, non vogliono o forse non possono accorgenrsene. sono le persone che si lamentano spesso ad esempio, di qualsiasi cosa. la loro lamentela a volte e' sostituita da un sospiro, di insoddisfazione. qualsiasi cosa non e' mai davvero bella, c'e' sempre il lato grigio da considerare per loro. spesso queste sono anche persone insicure che sentono il bisogno di conferme continue, o di difendersi con aggressivita o con la distanza.
oppure ci sono le persone irrequiete negative. sono le persone che non hanno pace, che fanno mille e un progetto, che pensano a mille e una cosa, che cambiano idea mille e una volta. la loro inquietudine non porta niente di buono, se non instabilita e ansia. la senti che appesantisce l'aria e a te manca all'improvviso il respiro.
poi ci sono quelli che invece vogliono assolutamente, e dico assolutamente, vedere tutto sempre positivo. anche questi, credetemi possono essere persone negative, perche vivono un eccesso, vivono in una finzione che vogliono raccontarsi e raccontare. queste persone saranno sempre a una distanza glaciale da noi. saranno sempre nel loro mondo che hanno provveduto a riempire con fiori colorati ma finti che non appassiscono mai ma che nascondono la pioggia e purtroppo per loro pure il sole. sono le persone che ci fanno sentire stupidi, sono le persone che credono di essere i salvatori del mondo, che parlano di massimi sistemi, della poverta nel mondo, della globalizzazione e che pero non cambierebbero mai un loro programma se tu chiedessi loro di farlo anche solo per un caffe.
e poi, manco a dirlo, ci sono le persone che non si vogliono bene. chi? quelli che restano a lavorare per un tempo indefinito, quelli che si vesteno male, quelli che si "puniscono" per le loro debolezze o per gli errori che fanno, o peggio per cio che ritengono essere errori, quelli che accettano sempre l'idea degli altri non esprimendo mai la loro, quelli che non osano. quelli che non si ascoltano mai. questi accumulano negativita e la riversano ad ogni passo, ad ogni sguardo.
l'affetto e' qualcosa di diverso ovviamente. amiamo persone che purtroppo sentiamo negative. spesso sono eprsoen della nostra famiglia, a volte sono amici. li amiamo ma sappiamo che non riusciamo a camminare con loro. ho amato persone che mi facevano stare male, persone depresse, infelici, pessimiste, e nel mio processo di amore verso me stessa ho capito che amarle non voleva dire sprofondare con loro, che sprofondando nel loro buco nero non sarebbe servito a niente se non ad accumulare altra negativita.
alcune di queste persone hanno imparato a scrollarsi di dosso il grigio, ad uscire dal buco nero e a sorridere in modo sincero.
altri no e forse mai lo faranno.
12/01/12
notte
Parenti, amici, sconosciuti, cari che non ci sono piu, persone che ho incontrato una volta sola in vita mia, animali, suicidi, urla, inseguimenti, case deserte, palazzi dai quali e' impossibile uscire. Il mio mondo onirico e' sempre stato intenso da vivere. Per fortuna non sempre ricordo cio che sogno, ma il piu delle volte si. Non solo, ovviamente quel mondo essendo cosi rumoroso, affollato, impegnativo interferisce con la realta. Mi sveglio di notte con l'ansia, nei casi peggiori con le lacrime.
Per alcuni periodi appunto, non arriva alcun segnale dal mondo dei sogni. come se si spegnesse e io semplicmente dormo e al risveglio non ricordo niente o comunque sensazioni vaghe e trascurabili.
Anche per questo evito vivamente di vedere film horror, thrillers o anche di ascoltare racconti inquietanti. Quando ero piu piccola persino la famiglia Adams entrava nei miei incubi.
Inutile, il tuo inconscio e' piu forte di te e sa cose che tu non sai o che non vuoi sapere. Voresti sognare di vite meravigliose, con uomini belli, intelligenti, forti che ti amano e che ti cercano. Di case in riva al mare. Di successi professionali e sociali. Insomma vivere almeno di notte cio che la realta ti nega. E, devo essere sincera, a volte capita. Certo che capita. Ma cosi di rado che assume il valore di un regalo che il mio inconscio vuole farmi, proprio per non farmi impazzire con il resto.
Insomma quando chiudo gli occhi le paure, i dispiaceri, le ansie, i dolori e tutte le cose piu strane e piu contorte diventano molto piu forti dei miei desideri, delle mie speranze. Non importa quanto io ci combatta ogni giorno, loro si fanno spazio nei miei sogni rendendo il mio riposo una fatica che poi mi porto addosso per il resto della giornata.
A volte prende persino forma la guerra stessa tra me e le mie paure.
Tutto cio per dire che sarebbe bello vivere in un mondo piu sereno quando chiudo gli occhi.
14/12/11
tetti e terrazzi
"che poi silvia, la padrona di casa, e' la ex moglie di nanni moretti."
questo mi dice maria in macchina mentre stavamo andando a questa festa organizzata da alcuni editori romani. per me fino a quel momento era una delle tante feste di editori
"e la casa, e' quella dove nanni ha girato Aprile."
ok. fosse stata pure noiosa, la festa era gia valsa tutta la stanchezza e il sonno che avevo.
entro e vengo avvolta dalla cordialita romana e da una casa con soffitti alti e pareti colorate. bella.
dall'entrata era subito visibile il salone dove un po di gente chaicchierava e rideva.
"maria senti, chi e' quella donna seduta li sul divano, l'ho gia vista ma non mi viene in mente"
"quella? e' dacia maraini"
si. dacia maraini che dopo dicei minuti circa inizia a parlare con piera degli espositi.
ok. bisogna bere e con mio sommo piacere mi accorgo che c'era tanto prosecco.
a mangiare la pasta cucinata dalla padrona di casa, dietro di me riconosco sabrina impacciatore, sorridente e contenta di essere riuscita a venire. fosse stata la settimana prossima sarebbe stata a milano e se la sarebbe persa, quest'anno. la festa.
intravedo il terrazzo e gente.
non trattengo il mio "wow" e la ragazza accanto a me mi fa, eh si, e se vai in fondo al terrazzo vedrai il cupolone.
infatti era li, in tutta la sua maesta', il cupolone, e altre cupole che riempiono i cieli di roma, e tetti tanti tetti con terrazzi.
c'era una bella energia venerdì sera. una serata semplice e fluida che a londra non potrei avere, vista la natura complessa e articolata della città stessa e dei suoi abitanti. godo spesso della bellezza di londra ma più passa il tempo e più capisco che mi manca una bellezza più semplice, quelle bellezze a portata di mano, di quelle che non ti chiedono sforzi, di quelle che ti riempiono e ti ammorbidiscono. mi vengono in mente roma, napoli e genova.
30/11/11
Ad occhi chiusi
Sto cercando di prepararmi ed esser piu serena possibile per affrontare il giorno del mio compleanno. Domani. Quest'anno.
Quando per 32 anni non e' mai mancata quella voce a farti gli auguri, quel bacio, quel sorriso, allora sai che bisogna rendere tutto il piu morbido possibile per affrontare l'assenza che gia quotidianamente e' insopportabile, fluida, ma insopportabile.
Dunque sto cercando, si sto cercando di far si che la gioia per la mia nascita e la tristezza per la perdita della persona che mi ha visto nascere prima dei dottori, prima di mio padre, prima di mia madre e che in questo giorno amava raccontarmi che e' stata lei a vedere la mia testolina frettolosa uscir fuori prima che tutti se ne accorgessero, si, insomma, che questi due sentimenti si mescolino con delicatezza. Ed io sono qui ad accoglierli in silenzio. Quest'anno sarà così.
Allora faccio un gioco. Chiudo gli occhi e vi dico cosa vedo.
Una persona che mi consoce bene mi viene a prendere in macchina dopo lavoro, ora.
Mi porta a casa a preparare la borsa. Rientriamo in macchina e ce ne andiamo al mare.
Scegliamo la costa ligure o forse quella amalfitana. Ceniamo su un terrazzo alto, dove il freddo non e' poi cosi freddo. Beviamo prosecco, tanto prosecco.
E domattina dopo una bella colazione, arance, caffelatte e cornetti, si riprende la macchina e si continua la costa. Ci fermiamo su una spiaggia deserta ma con il sole. Il mio sole di dicembre, quello che non riscalda ma che illumina. Senza orologi e senza tempo ce ne stiamo li, accogliendo le parole o i silenzi o le risate e i ricordi cosi come vengono senza censure.
E poi mangio pesce e avro' una torta. Di quelle impegnative, alla nocciola. Perche le torte dei compleanni devono essere impegnative, serie. Mio nonno mi avrebbe fatto la millefoglie alla nocciola. E ci avrebbe anche scritto buon compleanno. Perche la torta di compleanno deve essere bella non solo buona.
E poi un ballo lento e lungo.
Mi porta a casa a preparare la borsa. Rientriamo in macchina e ce ne andiamo al mare.
Scegliamo la costa ligure o forse quella amalfitana. Ceniamo su un terrazzo alto, dove il freddo non e' poi cosi freddo. Beviamo prosecco, tanto prosecco.
E domattina dopo una bella colazione, arance, caffelatte e cornetti, si riprende la macchina e si continua la costa. Ci fermiamo su una spiaggia deserta ma con il sole. Il mio sole di dicembre, quello che non riscalda ma che illumina. Senza orologi e senza tempo ce ne stiamo li, accogliendo le parole o i silenzi o le risate e i ricordi cosi come vengono senza censure.
E poi mangio pesce e avro' una torta. Di quelle impegnative, alla nocciola. Perche le torte dei compleanni devono essere impegnative, serie. Mio nonno mi avrebbe fatto la millefoglie alla nocciola. E ci avrebbe anche scritto buon compleanno. Perche la torta di compleanno deve essere bella non solo buona.
E poi un ballo lento e lungo.
E finisce cosi. Senza fine.
14/11/11
tell me
"In this world of bad news tell me something good for a change. Tell me you are in love; tell me you have met someone who is worthy of you, someone you can spend your life with."
I can say I'll be happy as long as I get wishes like this from people physically far from me but so emotionally close.
I can say I'll be happy as long as I get wishes like this from people physically far from me but so emotionally close.
09/11/11
innamoramento isterico
voglio pensarmi innamorata. voglio innamorarmi così tanto che mi convinco di essere innamorata e me ne convinco così tanto che sto anche male. ho anche un lui. certo. appena l'ho visto ho pensato io sono innamorata di lui. ma il fatto e' che io non e' che l'ho visto e mi sono innamorata altrimenti rientrerebbe nella normalità, no. io me lo sono cercato, senza accorgermene pero. lo cercavo e facevo finta di niente. quando l'ho trovato ha dato un senso al mio volermi innamorare. io ufficialmente non sapevo che lo cercavo. l'ho trovato e poi ho pensato, e' lui. ha tutto. ha anche i problemi giusti. e' egocentrico il giusto per non notarmi. e' affascinante, e' intellettuale, e' simpatico ed e' bello. sarà pure sensibile certo. e' la persona di cui ho voglia di innamorarmi. lui si innamorerà di me, e se non se ne innamora sarà infelice perché tutte le altre storie gli andranno male lo so. e poi crederà che non esiste una donna al mondo che possa condividere la vita con lui e non sa che ci sono io. non sa, non s'accorge, non capisce. crede sia un caso? crede io sia una tra le tante? una delle tante. non sa, non sa che c'e' un innamoramento in corso. scherza, s'allontana, non si lascia coinvolgere, va e viene. non si espone e sottovaluta. non considera. si chiude e intanto io mi apro, mi innamoro, poi sogno, poi faccio pazzie, lo corteggio, mi arrabbio, poi mi addolcisco, e poi ci rimango male, soffro. allora decido. basta e' finita. il mio cuore a pezzi. volevo solo essere innamorata. e lui sta li. l'ho cercato, l'ho trovato, sta li. c'e' davvero ma e' ignaro. di tutto. che ci siamo innamorati e scelti e amati e fatti del male. non lo sa. esistono gravidanze isteriche. il mio, il nostro, e' stato un innamoramento isterico.
30/10/11
di domenica
tutti i buoni propositi di uscire svaniscono. la domenica e' quasi sempre così. dovrei fare, andare, vedere, ma poi mi rendo conto che a me la domenica piace starmene a casa, un sacco. pulisco, cucino, mi preparo il caffe. cazzeggio. leggo. lascio che le ore scorrino lente e leggere e silenziose, senza appesantirle dell'ansia di dover fare. almeno la domenica. per tanti anni la domenica pomeriggio e' stata riempita dalla telefonata a mia nonna. chi e' solo sa che la domenica e' il giorno in cui la solitudine si accentua. il silenzio intorno, le famiglie se ne escono, la città si ferma. io e mia nonna, che vivevamo sole in città diverse, di domenica ci sentivamo più sole del solito. lei più sola di me, o comunque in modo diverso. allora abbiamo iniziato senza accorgercene, come succede solo con le cose importanti, questa tradizione, della telefonata di domenica. se avessimo vissuto nella stessa città la domenica pomeriggio sarei andata a trovarla, come facevo da piccola. ci mettevamo in macchina e si andava dai nonni. come tutte le cose che fai da piccolo, le accetti senza farti domande, come uno stato di fatto. man mano che cresci inizi a essere insofferente a tutti i rituali che ti trovi a vivere senza averli scelti. da adulto quando quei rituali si sono spenti capisci. non c'e' molto da dire, ma capisci e ringrazi di averne avuti di rituali nella tua vita.
a torino chiamavo mia nonna da un telefono pubblico sotto casa. avevo trovato questa scheda telecom che ti faceva pagare solo lo scatto e poi potevi parlare all'infinito. sembrava l'avessero fatta per noi due. la cosa meravigliosa delle nostre chiacchierate era che ci dicevamo di tutto. mia nonna mi faceva partecipe di tutto. mia nonna non faceva selezioni, non sapeva farne, perché avrebbe dovuto? quindi succedeva che mi raccontava di ciò che stava accadendo a Domenica In e poi di ciò che la signora accanto aveva cucinato e poi del tempo e poi del fruttivendolo e poi di mia madre e poi di quando era giovane, e poi delle emozioni che le aveva dato il film napoletano appena visto e poi di tutto ciò che le veniva in mente. in quella telefonata mi vivevo mia nonna come se fossi stata li con lei. questa cosa a me m'ha sempre riempita e devo dire con orgoglio e nostalgia che succedeva solo con lei. e nello stesso modo in cui mi raccontava lei voleva anche sapere. quindi mi ritrovavo a raccontare di me come faceva lei, e, ancora, questo succedeva solo con lei.
18/10/11
l'inverno nonostante tutto
il cielo era blu a francoforte ed e' blu qui a londra.
l'inverno e' arrivato senza deludere. amo la sua entrata in scena, maestosa. cielo blu e freddo tagliente.
amo gli alberi che sembra diventino ancora piu scuri e decisi d'inverno, perdeno il verde che di solito li ammorbidisce.
l'inverno e' arrivato nonostante tutto.
la mia vita di questi mesi e' un esserci nonostante tutto.
e' come quando in casa tua ti arriva un mobile enorme tutto impacchettato e te lo lasciano in mezzo alla stanza e sai che per un po deve stare li pero tu non puoi smettere di vivere in casa e di cucinare e di dormire e di fare tutto allora anche se sai che quel mobile prima o poi deve sparire modifichi le cose intorno a te considerando la presenza di questo corpo estraneo.
quest'inverno sono un po' meno. c'e' una parte di me che manca e quindi l'inverno sara' un po meno inverno del solito.
pero oltre ad essere un po meno sono anche un po via. sono lontana da me. come se non riuscissi proprio a fare finta che quel mobile non ci sia e continuo a pensarci e a distrarmi.
sono un po lontana, giusto un po. trattengo il respiro e ho paura.
la paura che la morte tolga ancora parti di me.
ho paura del buio del silenzio del niente.
ho paura della non vita. ho paura dell'assenza.
ma nonostante tutto cio l'inverno e' arrivato ed e' rassicurante come sempre, anche se un po meno.
l'inverno e' arrivato senza deludere. amo la sua entrata in scena, maestosa. cielo blu e freddo tagliente.
amo gli alberi che sembra diventino ancora piu scuri e decisi d'inverno, perdeno il verde che di solito li ammorbidisce.
l'inverno e' arrivato nonostante tutto.
la mia vita di questi mesi e' un esserci nonostante tutto.
e' come quando in casa tua ti arriva un mobile enorme tutto impacchettato e te lo lasciano in mezzo alla stanza e sai che per un po deve stare li pero tu non puoi smettere di vivere in casa e di cucinare e di dormire e di fare tutto allora anche se sai che quel mobile prima o poi deve sparire modifichi le cose intorno a te considerando la presenza di questo corpo estraneo.
quest'inverno sono un po' meno. c'e' una parte di me che manca e quindi l'inverno sara' un po meno inverno del solito.
pero oltre ad essere un po meno sono anche un po via. sono lontana da me. come se non riuscissi proprio a fare finta che quel mobile non ci sia e continuo a pensarci e a distrarmi.
sono un po lontana, giusto un po. trattengo il respiro e ho paura.
la paura che la morte tolga ancora parti di me.
ho paura del buio del silenzio del niente.
ho paura della non vita. ho paura dell'assenza.
ma nonostante tutto cio l'inverno e' arrivato ed e' rassicurante come sempre, anche se un po meno.
02/09/11
solo andata
oggi, due anni fa arrivavo su quest'isola con un biglietto di sola andata e una valigia di speranze. non avevo assolutamente idea di cosa sarebbe successo, quella piacevole sensazione di ignoto e' stata la mia forza. ero aperta a tutto, ero un sacco da riempire, di gente, di immagini, di parole, di problemi e di piaceri. ero un sacco preso a calci dal mio paese e mi rifiutavo di essere riempito dal niente, un niente familiare e sicuro, ma sempre niente era. oggi, due anni fa, con un sorriso di chi non ha niente da perdere e l'entusiasmo di chi si vuole mangiare la vita a morsi approdavo su quest'isola che mi accolse con la pioggia, per mettere subito le cose in chiaro.
le cose piu belle che lasciavo in italia erano gli occhi e le carezze di mia nonna, il silenzio rassicurante di mio padre, l'affetto ansioso di mia madre, gli abbracci e i discorsi di salvatore. in valigia pure questo dolore. lasciavo amicizie preziose, la luce del cielo, sapori del passato. la loro assenza la vivo e la vivro finche staro' qui. si ricominciava o forse finalmente si cominciava, a costruire qualcosa che nessuno avrebbe potuto reclamare perche solo mio, era scritto su quel biglietto di sola andata che varcata la soglia nessun pinco pallino avrebbe mai piu potuto dirmi, devi ringraziare tizio e caio se sei o se fai. ho avuto lo stress di non avere soldi in una citta che te li chiede pure per respirare, l'umiliazione di dire no, non posso uscire stasera, eppure ero felice perche quel no era tutto mio. io trentenne mi sono ritrovata ad avere capi di 26 anni, eppure ero contenta e paziente. imparavo umilmente e bussavo le porte a testa alta, e su quest'isola le porte si aprivano.
in due anni il sorriso a volte si e' spento. l'assenza delle cose belle e' diventata troppo invadente per tenerla chiusa in valigia e allora sta sul comodino accanto a me. dopo due anni guardo i pezzettini colorati della mia identita e mi rendo conto degli spazi vuoti. poi guardo i mattoncini messi faticosamente e mi piacciono e so che ne voglio ancora mettere. mi piace quando dopo la pioggia esce il sole. mi piace ritrovare ricordi fra le strade di questa citta e attendo.
il prossimo biglietto di sola andata.
il prossimo biglietto di sola andata.
01/09/11
Neapolis
E' bella. Non riesco a trovare un'altra parola per descriverla. Volevo immergermi in lei e l'ho fatto. Volevo camminarci, osservarla, volevo guardarmela come si guarda una persona che ami senza accorgerti del tempo che passa e della gente che ti osserva. Volevo ri scoprirla. volevo prendere qualsiasi cosa volesse darmi, volevo farmi ferire dalla sua bellezza dannata, quella bellezza che non puoi possedere completamente perche avvelenata. L'ho fatto, e lei anche stavolta mi ha dato piu di cio che m'aspettavo. Mi ha dato nuovi volti, nuove voci, nuove luminosita e nuovi colori. Mi ha dato caffe' di cui sento ancora il sapore, la semplicita dei buongiorno, la lentezza della quotidianeita, ma anche il tranello della cortesia, con un gesto lieve e invisibile mi ha ricordato di non fidarmi, di non abbassare la guardia, di non cadere nel mito, perche lei mito non e'.
Mi ha regalato un'immagine meravigliosa, la cui forza nessun film e nessuna fotografia potrebbe trasmettere perche troppo reale.
Piazza dante alle dieci di sera, sotto i lampioni tante maglie colorate, tante squadre in una sola, ragazzi-giocatori, con la serieta' che appartiene ai momenti sociali dell'adolescenza, si accingevano a tirare in porta, due cassonetti dell'immondizia sancivano il limite, l'intera piazza il loro stadio e la gente di passaggio il loro pubblico. Momento grandioso. Semplice e grandioso. La piazza aveva un senso con loro che l’hanno fatta diventare sede della loro passione.
Iscriviti a:
Post (Atom)