Photo: virginia
30/07/10
28/07/10
24/07/10
Umbria Jazz 2010
e anche quest'anno mi sono innamorata. lui e' ron carter. bello, elegante, silenzioso e suona il contrabbasso. ha 73 anni e tanto fascino. di poche parole ma quelle poche con voce calda, profonda, sembrava uscisse da un film degli anni 60. lui e' un jazzista, uno di quelli veri, uno dell'entourage di miles davis, per capirci. siamo arrivati in teatro, non ha detto niente su tutti i problemi sorti con la lista tecnica sbagliata. ha preso il suo contrabbasso e ha suonato qualcosa di meraviglioso. in quell'istante ho deciso che me ne ero innamorata. prima, quando sono andata a prenderlo in albergo e l'ho trovato nella hall con un tailleur nero, camicia bianca, cravatta, pronto, non per il concerto ma per il sound check, beh li ne avevo appena il presentimento. dopo il sound check e' andato con gli altri due del gruppo in camerino, dopo dieci minuti mi sono affacciata e lui se ne stava insieme agli altri in silenzio, e leggeva. gia', mezz'ora prima del concerto leggeva un libro, un giallo a quanto pare. avete bisogno di qualcosa? gli altri due guardano lui, e lui si gira mi guarda e fa "yes, do you have a chewing gum ?"... in 5 anni di UJ gli artisti hanno chiesto di tutto, ma un chewing gum no, quello no.
Il concerto e' stato sublime. Lui dopo il concerto era di ottimo umore e io pure. L'ho accompagnato in hotel, gli ho dato la mano, mi ha ringraziato, poi mi domanda sempre con aria seria, che giorno e', il 17 luglio, gli dico, allora il 17 luglio del 2011 la rivedrò, qui. spero. innamorata. mi sono innamorata. del suono che veniva fuori dal contrabbasso, dell'atmosfera creata a mezzanotte in quel teatro meraviglioso, delle loro risate dopo il concerto, dei loro abbracci, della loro professionalita', serietà, eleganza, dei loro sguardi complici.
13/07/10
eccezioni
ora che vivo all'estero, tutto ciò che faccio in italia diventa un'eccezione. credo sia la cosa che più non riesco ad accettare, che più mi infastidisce, perchè non posso farci proprio niente, è cosi e così me la devo prendere. è un'eccezione passare del tempo con salvatore, riderci, litigarci, parlarci. è un'eccezione mangiare con mia nonna, è un eccezione prendere la mia nipotina in braccio e sentire la sua testa abbandonarsi sulla spalla e accorgersi che si è addormantata affidandosi a te. è un'eccezione anche senitire questo caldo appiccicoso e senza dubbi fastidioso, che qualche tempo fa mi avrebbe fatto sbuffare e lamentare. invece no, non riesco, non ce la faccio a lamentarmi. perchè so che è un'eccezione, e non ti lamenti di un'eccezione. non ti lamenti di niente, ma questo vuol dire che le cose non sono più le stesse, non sono più naturali come una volta, ma sono "razionalizzate" solo per il fatto che nel momento in cui le fai e ne godi (o ne soffri), sei consapevole che non è la normalità. prima la mia eccezione era napoli e tutto cio che essa conteneva. ora è l'italia. mi estraneo sempre di più e ho sensazioni contrastanti a proposito, di sicuro non positive. sentire parte della tua vita come un'eccezione, come un qualcosa di "pensato" che non ti appartiene piu in modo naturale, mi fa proprio incazzare. ma è così.
30/06/10
io
qualche anno fa, avevo deciso che avrei potuto imparare a pattinare. avevo deciso che potevo riprendermi cio' che non mi era stato neanche proposto - o posto come succede a molti bambini - durante l'infanzia. mentre tutti gli altri bambini della mia eta imparavano a danzare, a suonare, a "fare" semplicemente qualcosa io trascorrevo felice e ignara le mie ore nel bar dei miei nonni a scrutare la gente che arrivava, a costruire case con i pacchetti verdi di gomme brooklyn, a mescolare le monete nel cassetto per sentirne il rumore, ad osservare il barista mentre faceva il caffe'. intanto la mia generazione si preparava a fare, io a stare e basta.
all'universita' ho incontrato quella generazione, che sapeva fare. e io che fino a quel momento ero stata da qualche parte, in un mondo solo mio ora dovevo darmi una mossa e capire come affrontare il confronto. semplicemente mi sono lanciata. e mi sono lanciata quella sera su quei pattini, e mi e' piaciuto. avevo i brividi come forse li avrei avuti a dieci, undici anni. mi e' piaciuto tanto che ci sono ritornata ovviamente, dovevo assolutamente imparare a fare quella cosa e reclamavo il mio diritto a provare piacere nel farlo, e di riuscirci soprattutto. pero non avevo fatto i conti con chi dentro di me era ormai cresciuto senza quel "fare" e che trovandosi spinto a tutta velocita' su delle ruote durante una notte d'estate, in mezzo alla campagna umbra, ha iniziato un attimo a spaventarsi, a disorientarsi. sono caduta. senza un motivo apparente, appunto. ho messo 3 punti al mento. non ho piu rimesso piede su un rollerblade.
ecco, nella vita poi mi succede a volte di fare la stessa cosa, e di sentire la stessa paura, la stessa perdita di equilibrio, e mi guardo intorno e mi chiedo ma dove sono, ma come ci sono arrivata qui, mi prende il panico e giu. mi risveglio con qualche punto qua e la'. pero l'unica differenza e' che i piedi nella vita ce li rimetto sempre, e come se ce li rimetto.
27/06/10
26/06/10
menta e rosmarino
intanto il mio giardino si e' macchiato di rosso. sono arrivate le fragole! e oggi ne ho riempito una ciotola. sono sparse un po ovunque perché negli anni i semi sono volati e quindi ogni anno spunta una pianta di fragole dove meno te l'aspetti. anche il prezzemolo alla fine ha resistito agli attacchi dei gatti e sta venendo fuori, anzi ne ho appena raccolto un po per il mio sugo. il basilico invece soffre, e stenta. ma sono sicura che ce la farà e il caldo miracoloso di questi giorni lo aiuterà a venir fuori con più decisione. intanto io lo porto fuori quando c'e il sole e lo rimetto nella green house quando e' freddo. il tuffo al cuore ce l'avrò quando le more diventeranno del loro colore rosso fuoco... ora sono li, hanno già la forma alcune sono rosa, altre ancora verdi... meravigliose. due settimane fa erano fiori.
poi ci sono i pomodori. quelli si che non hanno paura di niente, si adattano anche allo spazio e se magari capita che non ce l'hanno per la troppa vicinanza di altre piante, loro si curvano, si abbassano e si rialzano, ma forti e decisi.
e io cammino scalza sul terreno, e appena sfioro la terra nuda il mio piede sussulta e con lui il mio corpo. e' strano come il corpo si abitui a determinate superfici e non ne riconosca altre, non riconosca quelle non create dall'uomo ma dalla natura. sensazione stranissima, di paura e di freschezza. e insieme al tatto anche gli altri sensi cercano la stessa sensazione e allora ecco che i miei occhi si riempiono di verde, e i miei polmoni respirano pomodori, erba cipollina, menta e rosmarino.
17/06/10
puzzle
londra e' un puzzle. ogni giorno vedo dei pezzi e poi cerco di incastrarli. magari mentre ne vedo uno poi ne vedo un altro e lascio in sospeso il precedente. in certi momenti guardo il tutto, in altri mi concentro su una parte... molti pezzi si sono incastrati ma ci sono ancora un sacco di spazi vuoti e mi piace, perche' vuol dire che c'e' ancora tempo. tempo per stupirsi, tempo per incazzarsi, tempo per gioire. e conoscendomi ci sono pezzi che perdero', e magari forse ritrovero'. sotto un tappeto, dietro la poltrona. un pezzo molto bello uscito fuori dal mucchio negli ultimi giorni e incastrato con il resto: il tramonto alle dieci di sera e il buio alle undici passate che si incastra con le energie sempre da recuperare in questa citta', con le mille cose da fare, con il tempo che passi sotto terra. qualche pezzo sparso sotto controllo: le donne di questa citta si trasformano in metropolitana, le vedi entrare in scarpe da ginnastica, pallide, con occhiaie, capelli legati e durante il tragitto dalla loro borsa magica esce fuoi il necessario per la trasformazione, tutto questo "trucco e inganno" davanti allo sguardo spento o abbassato o incurante di altri commuters. a me sembra di stare al cinema ogni volta in metro, a volte sono film dell'orrore, a volte romantici, comici, realistici. c'e' di tutto, e io infilo le mie mani con stupore e tremore.
27/05/10
circle line
Lui aveva una camicia bianca, un gilet nero, cravatta allargata al collo stile scaciato ma con classe. Carnagione abbastanza scura e capelli neri, occhi che sorridono quando sorride la bocca, di quelli che fanno le rughette e si illuminano. Lei capelli rossi, corti ma non troppo. Aveva un vestitino a fiori con sfondo nero, abbastanza largo ma non tanto da disperdere le forme del suo corpo che venivano fuori in tutta la loro naturalezza. Cardigan verde scuro abbastanza lungo, di quelli fatti dalla nonna o che trovi in mercati dell’usato. Spingeva le mani nelle tasche. Del suo viso solo gli occhi erano truccati, con matita nera che rendevano la sua espressione quel giusto drammatica-affascinante. Sono saliti sul treno e si sono subito posizionati in piedi uno di fronte all’altro, distanti il giusto, davanti alle sliding doors. Il modo in cui flirtavano era sublime. Lui le diceva qualcosa, ma frasi breve, spesso erano domande, poi le dava spazio. Lei rispondeva con convinzione, ma non troppa. Cercava di sembrare rilassata e di far capire a lui che aveva la situazione sotto controllo. Lui la osservava mentre lei parlava e le sorrideva, e lei allora spingeva ancora di piu i pugni nelle tasche e incrociava le gambe. A volte lui controbbatteva con delicatezza, non per metterla in difficolta’ ma solo per sentirla ancora parlare. Poi silenzi e allora lei si toccava i capelli, mettendosene un ciuffo dietro l’orecchio, abbassava lo sguardo e poi lo rialzava e lo guardava e gli sorrideva e lui le ri sorrideva e lei ricominciava a parlare con una certa sicurezza, la situazione doveva essere sotto controllo. Erano bellissimi nella loro semplicita’ e unicita’. Speravo non scendessero presto. Mi sembrava di guardare un film e li osservavo con piacere. Proprio come in un film mi sono innamorata di lui, della sua gestualita’, del suo sorriso, dei suoi occhi. Proprio come in un film avrei voluto essere lei con quella semplicita' disarmante, per sentirmi osservata da lui e sentire quel sottile filo di disagio e cercare di sembrare indifferente, ma non troppo.
25/05/10
istigazione all'odio fra le classi sociali
Ho ricevuto questa mail e mi sembra giusto pubblicarla proprio sul mio blog. Non ho tanti commenti a propostito, la notizia si commenta da sola.
Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet;
la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della"Casta".
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.
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