prendere una vaschetta di cous cous a 3 sterline dal marocchino a camden e mangiarla al lock accanto al canale metre aspetti che si aprano le porte del locale dove ci sara il concerto, e' proprio londra. anche la fila con tutti gli italiani e' proprio londra, ti rendi conto in quanti siamo, tutti con storie diverse eppure tutti con le stesse lamentele (il tempo) le stesse soddisfazioni (il lavoro) le stesse nostalgie (gli amici), tutti ospiti di questa città. il concerto e' stato un ritorno a casa, tutti noi a cantare canzoni imparate negli anni della nostra crescita. come sempre la musica e' magia, ti riporta indietro, ti da energia, ti fa sentire parte di una comunità. notte mondo.
Photo: virginia
01/03/13
16/02/13
il tempo di un caffè e latte
Il fascino di vivere a Londra si e', man mano che gli anni sono passati, dissolto. Il macigno delle difficoltà quotidiane di vivere in una città così complicata, frenetica, avara, e' diventato sempre più pesante adombrando quei piccoli momenti di felicita' che questa città può offrire. Però ci sono dei momenti in cui questa bellezza esce, ritorna il fascino e io mi trovo ad osservare questa città con gli occhi di un'amante affaticata, stanca ma infondo innamorata e che all'improvviso si ri-innamora del proprio uomo, in momenti di quiete, quando tutto tace, nelle brevi e rare tregue. Prime ore del sabato mattina, la città si prende una pausa dall'operosità quotidiana e rimangono i tetti circondati da nuvole un po' incerte che lasciano trasparire qualche raggio di sole. Io scendo dal letto, e' troppo presto per la colazione allora mi preparo solo la mia tazza di caffè e latte fumante, stendo la lavatrice programmata la sera prima, sgombro il tavolo da tutto ciò che non serve e mi siedo davanti alla finestra. La casa e' silenziosa e pure il condominio, sembra tutto un po' surreale, davanti a me i mattonicini rossicci delle case inglesi, che mi riportano a Dickens, e una fila di tetti bagnati e comignoli fumanti. E allora ritorna tutto, ritorna Mary Poppins da bambina, ritornano le mie ore di studio immersa nella letteratura inglese, nella cultura anglosassone, ritornano le immagini di re e regine, i suoni delle rivoluzioni. Mentre bevo il mio caffè e latte e guardo attraverso la finestra bianca mi ri-innamoro del mio primo amore. I litigi, la freddezza, la fatica non spariscono, non evaporano ma oggi la nostra convivenza si fa più sopportabile, la pace con un caffè e latte.
21/01/13
devo assolutamente andarci - Story Deli
Mi capita spessissimo di imbattermi in siti, racconti o foto di luoghi dove, mi dico, " qui devo assolutamente andarci". Ma poi in qualche modo li perdo, nella confusione quotidiana e nel marasma dei miei pensieri. Da oggi per non perdere i luoghi non ancora visti, li trattengo qui nel mio blog.
Story Deli A quanto pare e' una pizzeria dell'East London, nel sempre sveglio quartiere di Shoreditch. Ovviamente qui ci andrò non tanto per la pizza ma per respirare l'atmosfera dell'east e godere di questo edificio in legno stile ex-warehouse, tipico dell'east london.
Story Deli A quanto pare e' una pizzeria dell'East London, nel sempre sveglio quartiere di Shoreditch. Ovviamente qui ci andrò non tanto per la pizza ma per respirare l'atmosfera dell'east e godere di questo edificio in legno stile ex-warehouse, tipico dell'east london.
20/01/13
neve
Ci sono due cose al mondo legate alla natura che mi eccitano a un punto tale che il cuore inizia a battermi forte e io non riesco a stare ferma. Divento piccola piccola, e come i bimbi piccoli cerco gente per condividere la mia eccitazione, la mia gioia, non sto ferma ne' zitta, sorrido e fremo dalla voglia di diventare tutt'uno con il fenomeno naturale a cui assisto. Queste due cose, opposte, sono il mare e la neve. Sono ovviamente coinvolta in modo diverso a seconda che si tratti dell'uno o dell'altro. Il mare e' un elemento presente dentro di me da sempre, elemento arcaico, e al mio trovarmici di fronte scaturisce un'eccitazione complessa che coinvolge ricordi, vite, sensazioni, piaceri, antenati, radici.
La neve non e' un mio elemento, nel senso che essendo nata a Napoli non mi e' familiare. Eppure c'e qualcosa nel bianco, nella morbidezza, nella delicatezza, nella lentezza e anche nella freddezza della neve che sento mio, che mi mette in pace con me stessa e con il mondo.
In questo momento nevica tantissimo su Londra e io sto trovando persino difficile scrivere, alzo gli occhi continuamente verso la finestra, come se scrivendo stessi perdendo qualcosa. Non riesco a stare ferma. Cerco persone, mando messaggi, controllo il telefono, non riesco a contenere la mia gioia e ho bisogno di condividerla. Come se stesse accadendo qualcosa di straordinario, una magia, e non si può stare in casa, bisogna partecipare alla magia, goderne, sentirla. Seduta sul mio letto sotto la finestra, bevo il mio caffè della domenica e osservo, osservo la bellezza dei fiocchi e mi cibo di questo bianco, della lucentezza, della morbidezza. L'impatto più forte che ha su di me e' l'impressione "Joyciana" che i fiocchi che cadono leggeri ma imperterriti copriranno tutto fino a quando non resteranno più colori, ne' rumori.
13/01/13
domenica
in mancanza del mare, datemi una finestra, un raggio di sole e una tazzina di caffè, l'angolo di un letto verde e anche il mio futuro incerto si placherà per un instante, smetterà di assillarmi. il passato fara' pace con il presente, in onore di quell'attimo di calore.
31/12/12
l'anno che verra'
Non faccio classifiche, non le amo, mi mettono in difficoltà. Non voglio neanche fare una lista di desideri. Non ne faccio più da qualche anno. E odio ciò che chiamano buoni propositi. Ma siamo a Dicembre e volente o nolente e' proprio tempo di desideri, c'e' chi scrive lettere, c'e' chi se lo augura a voce. Io come da tanti anni a questa parte lo scrivo qui. Che ci sia un posto per me, un ridicolissimo e semplicissimo e banalissimo posto nel mondo. Voglio un luogo dove sentirmi a mio agio, sentirmi a casa.Voglio scrollarmi di dosso questa sensazione di essere sempre e ovunque fuori posto. Mi sono un po' persa e non riesco a ritrovarmi, se un posto c'era ora non c'e' più. Dal nuovo anno, ma anche dal nuovo mese, dal nuovo giorno chiedo di ritrovarmi e di trovare un mio posto in questo mondo, di quelli che ti mancano quando vai via, di quelli dove si desidera ritornare, di quelli che ti trasmettono serenità. E che ci sia il mare in questo posto. Che ci sia un cielo blu e un campo verde e dei fiori gialli. Che ci sia un po' d'amore, sempre un sorriso e qualche abbraccio. Attendo speranzosa.
01/12/12
Fretta di nascere. Gioia di vivere
Sono nata alle 4 di notte. Era il primo giorno di dicembre di un anno turbolento, il '78. Io avevo fretta di nascere e in realta avevo avuto fretta anche di essere concepita, mia madre aveva appena dicianove anni quando mi mise alla luce in una clinica di torre del greco, la clinica che si prendeva cura periodicamente di tutta la mia famiglia per operazioni, controlli e nascite. La sera della mia nascita pero proprio perche mia madre e mia nonna erano di casa in quella clinica, medici e infermieri hanno creduto che la mia fretta di venire al mondo fosse un capriccio di mia madre, della sua giovane eta' e di mia nonna emozionata per la sua prima nipote. Allora io ho fatto senza di loro, stavo per uscire, capricci o no, e quando mia madre ha sentito che io me ne stavo infischiando della notte e del sonno dei medici ha chiesto a mia nonna di controllare e mia nonna nell'alzare lenzuola e camicia di mia madre ha visto la mia testolina. Mia nonna e' stata la prima a vedermi nascere, prima anche di ostetriche pigre e della mia madre spaventata. Sono nata nel 1978, il partigiano Pertini diventava Presidente, Giovanni Paolo II diventava Papa, in Spagna nasceva la democrazia. E' l'anno degli inizi, e' l'anno delle speranze, e' anche l'anno di stragi e attentati alla democrazia e alla liberta: viene rapito e ucciso Moro, viene ucciso Peppino Impastato.
Ma io tutto questo non lo sapevo, io ignara di tutto mi affrettavo a nascere e a vivere e per tutti questi anni quello stesso entusiasmo e quella stessa foga che avevo nell'uscire fuori mi hanno accompagnata nella vita. E ad ogni compleanno mi fermo e penso, e' vero la vita e' un casino, le situazioni dolorose aumentano man mano che l'eta' avanza, a volte non so dove mettere le mani, eppure sono felice di essere viva e non posso che ringraziare il Signore per tutto cio che ho, per tutte le cose che ho fatto in questi anni, per le persone che ho incontrato, per gli amici veri, per quelli vicini, per quelli lontani, per tutto l'amore che mi e' stato dato da chi non c'e' piu e che ha contribuito a farmi essere cio che sono senza amarezze, e per l'amore che mi viene ancora dato sotto svariate forme. Sono nata in un paese dove non c'e' guerra, sono in grado di sentire, di vedere, di parlare, di camminare. A ogni mio compleanno mi viene un nodo in gola perche mi emoziono pensando alla grandezza della vita che mi e' stata data. E trovo che sia bellissimo.
20/11/12
vite
Ho trascorso questi ultimi tre giorni a mettere le mani nel passato di due persone che non ci sono piu, i miei nonni. Ho trovato tutta la loro vita e tanti pezzi del mio passato tra le loro cose. Il mio passato assorbito dalle mura di quella che e' stata la loro casa. E li ho visti, i miei nonni tra quelle cose, tra quei mobili, ho sentito le loro voci, ho visto mia nonna al mattino che si svegliava prima di tutti e con un passo silenzioso andava in cucina a preparare il caffe, ho visto mio nonno che infilava la camicia a righe cucita su misura dal suo sarto e tirata fuori dai cassetti da mia nonna, ho sentito le loro voci, le loro risate. Non so se succede ancora oggi che in una casa ci sia la vita intera di due persone, e pezzi di vita dei loro cari. Vestiti, residui di stoffe, pezzi di cotone, scatole di medicine, numeri di telefono scritti a mano su pezzi di carta, biglietti di auguri da familiari lontani, bollette pagate, certificati, documenti, immagini di santi, fotografie in bianco e nero, giocattoli di nipoti, bottoni, lenzuola, fazzoletti ricamati, stracci ricavati da vecchie lenzuola a fiori, bomboniere ancora legate a confetti, fiori finti colorati, tazzine buone da conservare, tazzine meno buone da usare, e tante tante tante cose varie incatalogabili, cose testimoni dei loro pensieri, delle loro indecisioni, le loro paure, le loro felicita, i loro ricordi, la loro quotidianita, i loro sogni. Negli ultimi tre giorni ho aperto armadi e cassetti di una casa silenziosa dove non si sente piu l'odore del caffe, ne' lo scroscio dell'acqua, dove la luce non filtra piu dalle tende maestose creando quel chiaro scuro rassicurante e intimo. Ho aperto armadi e i fantasmi mi hanno accolta e con loro ho pianto l'assenza di odori, suoni, l'assenza dell'anima di quella casa, l'assenza dell'amore. Non e' vero che le cose sono solo cose. Non e' cosi. Le cose riempiono la nostra vita e dicono di noi, sono belle e vive quando ci siamo, silenziose e sole quando non ci siamo piu. La borsa che mia nonna metteva per uscire finche mia nonna era in vita era piena della vita di mia nonna, era piena di mia nonna, era parte di mia nonna. Ora che lei non c'e' piu e' una borsa triste, e' un oggetto che non appartiene piu a nessuno ma e' impregnata di cio che e' stato e che non sara piu, e' impreganto di assenza. Negli ultimi tre giorni il passato e' venuto allo scoperto e ha vinto trovando un presente debole, ho voluto che quel passato mi prendesse e mi scuotesse e mi facesse tutto il male che deve farmi, ho dormito tra le lenzuola scelte, comprate, lavate e riposte da chi non c'e' piu, ho dormito sul letto dove dormivo con i miei nonni, ho dormito sentendo il suono del silenzio quando non e' arrivata la buona notte con la preghiera della sera, ho dormito circondata dalla carta da parati a fiori ingiallita che ormai era solo una carta ingiallita, e mi sono svegliata senza abbracci e senza sorrisi. Mi sono svegliata sola. Dopo piu di un anno e mezzo dalla scomparsa di mia nonna forse questo e' stato il mio vero saluto, piangere e muovermi in quella che e' stata sempre la casa della mia serenita', della mia gioia, toccare e riporre pezzi per avere l'illusione di conservare in quei pacchi un po di quella felicita e di quell'amore. Per avere l'illusione di tenere insieme la mia vita che sento sgretolarsi senza che io possa fare niente.
08/11/12
novembre
ci sono certe giornate che senti un peso sul cuore e capisci che e' una giornata di lutto ma non sai e non ti spieghi perche.
sai solo che piangeresti lacrime di cordoglio per qualcosa che se n'e' andato, che non c'e' piu.
succede dai primi attimi del mattino, quando apri gli occhi e senti che il mondo e' pesante e vorresti richiuderli e far trascorrere la giornata senza di te.
ti alzi, ti trascini in bagno e inizi a cercare nei punti piu reconditi della tua mente, e del tuo cuore, una spiegazione alla tua tristezza e alla tua voglia di piangere.
pensi alla sera precedente, cosa hai fatto? chi hai visto? e' stato qualcosa che altri hanno detto, che hanno fatto? no, non riesci a trovare degli elementi apparentemente logici.
allora fai finta di niente ma ogni tuo movimento e' accompagnato da questa tristezza, non riesci a sorridere.
allora capisci che e' semplicemente il giorno di una morte. dentro di te e' morto qualcosa, un sogno, un speranza, un'illusione, o forse hai rinunciato a un affetto.
o e' morto un progetto, un entusiasmo. oggi e' una giornata di cordoglio. e' cosi, a un certo punto si fanno delle scelte che ne uccidono altre e arriva il momento di piangere per cio che non accadra, che non puo accadere e bisogna farlo, bisogna accettarlo per poter far spazio a cio che si e' deciso di vivere e a progetti nuovi, a nuove speranze.
io non so cosa sia morto in me oggi, ma qualsiasi cosa sia stato l'ho perso con dolore come sempre quando c'e' una perdita, un'assenza.
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