Photo: virginia

18/01/11

Parole e Persone

"Mi ha cresciuto in una stanza ispessita dai libri, che produsse l'effetto di vederla ingrandita quando fu sgombrata da un trasloco. Ma finche ci dormivo dentro era immensa: si allargava di pagina in pagina sfogliata. Mi parlava in italiano, quello senza accento dei suoi libri, facendo biforcuta la mia lingua, napoletana per una buona meta'. Tra noi l'assenza fu opera mia. All'eta' buona a tutto dei diciotto anni lasciai non solo il tempo trascorso con lui, ma quello futuro, che aveva apparecchaito per me negli anni, con la premura della premeditazione. Lasciavo nelle sue stanze tutto il tempo passato e tutto l'avvenire immaginato, tenendomi un presente immaginario."

"Tra i suoi scaffali ho conosciuto l'arembaggio agli occhi di pagine e di storie magnifiche. Tra le montagne riconosco la sua volonta di togliersi dal tumulto, di procurarsi la distanza urgente. Scalo, mi struscio sopra la pietra ruvida, compatta, sopra il vuoto delle pareti come sopra quello delle pagine, toccando in superficie. Dai suoi libri, dalle montagne ho ricevuto l'uso di sfiorare."

Quando metto piede a Napoli, ormai sempre piu raramente, una delle prime cose che faccio, dopo un caffe', e' quello di passare da Dante e Descartes (libreiria e casa editrice). Spesso succede che li poi prendo il secondo caffe'. Ma e' un caffe diverso. Il primo e' un caffe che prendo con la citta', caffe' della riconciliazione, del ritorno, della nostalgia. Il secondo e' il vero caffe', quello che si prende quando passi a trovare un amico, quello che devi assaporare mentre si parla di libri, di scrittori, di cultura, di disagio, di sogni e di realta'. Quello che rallenta il passo. Entrare da Dante e Descartes non e' entrare in una semplice libreria, e' entrare nel concetto puro di libreria. I libri non sono sistemati per ordine alfabetico o per ordine di paese o per chissa quale altro ordine logico. I libri stanno la per la loro bellezza e non hanno ordine. Lo decide Raimondo. E poi, sono dappertutto. Su tavoli, su scaffali, per terra, sopra, sotto. Ovunque e tutti mischiati. Un libro appena pubblicato puo stare accanto ad un libro di 50 anni fa, che ovviamente Raimondo ha. Entrare da Dante e Descartes vuol dire incontrare Raimondo e il suo amore incondizionato per quello che fa. Nella sua libreria entrano tutti, ma sono pochi quelli di passaggio, anche se la libreria si trova a via mezzocannone tra il via vai degli studenti universitari e all'ombra dei negozi di abbigliamento che invadono il rettifilio. Chi entra da Dante e Descartes entra perche vuole proprio entrare li, perche sta cercando quel libro, perche vuole quel consiglio, perche vuole fare due chiacchiere e prendere un caffe. Tutto questo si puo da Raimondo. Da lui ho incontrato nel corso degli anni, scrittori, filosofi, artisti.
E quando esco da Dante e Descartes ho sempre qualche libro ovviamente, sempre meno di quanti ne vorrei prendere e comunque non credo mai di aver pagato un libro a prezzo pieno, Raimondo ha sempre voluto farmi uno sconto e no, non esistono carte fedelta' - da Dante e Descartes sei fedele alla scrittura, al libro, alle parole, al luogo, alle persone non ad una brand.
Uno dei libri che di solito porto sempre via dopo essere stata da Dante e Descarte e' quasi sempre un libro di Erri de Luca, amico di Raimondo. Tu non c'eri l'ho preso sabato, 40 pagine, un sorso di poesia, come sempre. Un'assenza, come spesso.
E il confronto con l'editore e il libraio e l'amico di Erri, Raimondo su questo libricino mi ha riempita di gioia. Il libro edito appunto da Dante e Descartes costa solo 5 euro, Raimondo me ne ha fatti pagare 4, io gliene avrei dati 10.

04/01/11

evviva i desideri - questi sono i miei per quest'anno

una pizza con tore, io e lui da soli
un viaggio breve da sola, un viaggio lungo in compagnia oltreoceano
due bei libri, un vecchio amico, un nuovo amore
un giardino pieno di fiori, di more e di fragole
una banconota da trovare per terra
mio padre che ride, mia nonna che che dorme serena, mia madre che si vuole bene
meno internet, piu sorrisi
una nuova lingua, un vestito nuovo, piu tacchi alti
piu cieli stellati, piu pezzettini lego
piu biglietti scritti a penna con inchiostro blu
almeno un film di toto' e due di troisi da vedere in compagnia
piu prosecco e meno champagne
piu disegni di salvatore con soli blu e raggi neri
un viaggio in nave e tanti in treno
una lettera, tante foto
qualche bel giorno di pigrizia
meno ore di lavoro
piu mostre, piu passeggiate senza meta, piu vicoli, meno autostrade
una bici
un tavolino all'aperto con sopra caffe e fogli da scarabbocchiare
rallentare
tanti baci e carezze

Internazionale - ancora per un buon anno venturo

La Settimana


Buon anno

Accorciare le distanze. Farmi un lifting.
Sei mesi senza Ikea. Mantenere la calma.
Fare le mie scuse a Ibrahimovic.
Portare i bambini a Pompei prima che crolli tutto.
Meno zuppe pronte a cena. Fare delle ferie decenti.
Imparare la lingua dei segni.
Passare un mese tra il tropico del cancro e quello del capricorno.
Parlare di più, ascoltare meno. Leggere la biografia di Luigi XV in francese.
Aprire un albergo sulla spiaggia a Zihuatanejo.
Essere moderato nella moderazione.
Imparare a cucinare le lasagne come fa mia nonna.
Trovare un posto ai fumetti.
Creare una biblioteca di stilemi grafici.
Tornare a sorridere.
Almeno un weekend con neve, camino, castagne e vin brulé.
Andar con le lasagne infino a Prato a porre l’assedio alle castagne e frusco e ammargelluto strolagare alle prugne più tonde e ritornare. Labs! Svegliarmi prima la mattina.
Smettere di procrastinare i buoni propositi degli anni scorsi.
Abbassare gli scudi.
Vedere tanto i miei amici.
Un bel viaggio.
Guardare meno la televisione.
Coltivare lo zero.
Prendere confidenza con la pentola a pressione.
Imparare a guidare.
Sperimentare.

Come ogni anno, questi sono i buoni propositi della redazione di Internazionale.
Giovanni De Mauro

buon anno venturo!

26/12/10

case






salvatore davanti a me ha sparso sul tavolo i pezzi di lego che gli ho regalato, e ci sta costruendo una casa. una casa con tre porte e 4 finestre, tutte appiccicate. una casa senza muri e con la porta da calcio all'interno e una piscina. quasi quasi lo invidio perché non vivo nel suo mondo di fantasia dove le case hanno 3 porte attaccate ma sono inesorabilmente invasa dalla razionalità. intanto il fuoco nel camino brucia e io continuo a mangiucchiarmi i torroncini che sono in centro tavola, e poi gli struffoli, e poi ancora un fico secco e magari un albicocca secca e un pezzo di melone e perché no, un po di parmigiano. scoppio scoppio ma non so che mi piglia, non riesco a fermarmi. tra lego e cibi vari e' passato anche il natale allora mi soffermo qui davanti al camino e capisco che mi sento sempre un po fuori luogo. strano il gioco delle identità, il gioco degli spazi, non ti riconosci più, soprattutto a natale,  quando i ricordi entrano senza bussare e trovano solo pezzi di te. ma io sorvolo, mi tengo i pezzi sparsi e i ricordi, bevo caffè e mangio struffoli in una casa che non ho mai sentito tale e che per me e' la casa dei miei genitori perché e' qui che hanno deciso di stare - senza troppa consapevolezza - dopo aver lasciato ciò che per me e i mie fratelli era casa vera. ora mille case e mille luoghi cercano di contenermi fino a quando avrò una casa senza muri e con solo porte e finestre come questa di salvatore da dove tutti i miei pezzi sparsi potranno entrare ed uscire senza difficoltà.

21/12/10

Christ Mas

londra splende di bianco e i postini scivolano sul ghiaccio poi ridono perche e' cosi, la neve fa ridere e allora meno male che e' arrivata. londra si blocca con la neve, i bus smettono di passare e a volte la metro pure. cosi sabato con le mie buste della spesa sono rimasta per ore alla fermata del bus mentre gli inglesi impazziti ed eccitati tiravano la neve dalle macchine e noi alla fermata infreddoliti e bagnati non potevamo che sorridere. perche si, la neve fa ridere anche gli inglesi. con tutta questa neve e gli incontri per farsi gli auguri iniziati a novembre, sembra natale da un mese ma a me manca entrare in una chiesa che profuma di natale, mi manca vedere un presepe, mi manca ascoltare della nascita, quella vera, del natale insomma. e se proprio devo dirla tutta a me mancano gli zampognari, ma quelli ormai sono rimasti negli anni napoletani. venivano a fare la novena, dall'otto dicembre alla befana, quindi bisognava aver pronto il presepe. io e i miei fratelli eravamo eccitatissimi vedendo questi uomini vestiti come i pastori del presepe che avevamo, con strumenti enormi e strani dal quale usciva un suono fortissimo e potente. li sentivamo dalle altre case e ci preparavamo a riceverli anche noi. ecco il natale era il suono degli zampognari piu di ogni cosa. quella musica davanti alla grotta del presepe incantava ed emozionava.
stanotte si parte e io ho un raffreddore di quelli da stare sotto le coperte per giorni interi. lascio la quiete di casa londinese per un tuffo, speriamo indolore, nel casino di casa ascione ma anche nelle risate di tore e negli occhi di angela.

14/12/10

***

e all'improvviso ti scordi com'e' che le cose dovevano andare. ma pure se te ne ricordassi di sicuro non stanno andando in quel modo. la tua mente non sta ferma e inizia subito a pensare e cercare una via d'uscita, ne hai trovate tante. a volte hai dovuto sbattere contro muri a volte sei caduta ma poi ne hai trovate. c'e', certo che c'e'. eppure a volte penso che non c'ho capito niente, niente di questa vita niente della mia in particolare, niente di come si fa e di come si dice e di come si e'. niente di niente. mi sono persa qualcosa? ho perso il giorno della spiegazione? come quando a scuola eri assente proprio il giorno in cui spiegavano Il Teorema e tu che già con la matematica e la geometria e tutte quelle cose nn c'andavi d'accordo sai che potranno rispiegartelo mille volte ma la prima volta era quella importante, persa quella e' andata, non ci capirai mai più niente. ho perso qualcosa. perdo. forse e' questo ciò che l universo sta cercando di dirmi da un po di tempo facendomi perdere pezzi di me. ho perso il mio anello preferito, tiffany comprato a nyc, ho perso calzini, cappello. ho perso sciarpe ho perso felpe. perdo pezzi e ogni volta respiro profondamente ma in realtà e' questo ciò che vivo una continua perdita e a volte in giorni come questi sembra che qualcuno abbia sistemato una scritta luminosa P E R D I T A ovunque, a ogni angolo di strada. 

questa e' la foto che rappresenta ciò di cui avrei voluto parlare oggi - io e ale a coxwold - neve, stelle, letteratura, architettura, amicizia, risate, vino, cibo e natura. appena riesco a scrollarmi di dosso questo senso di fallimento forse ne parlerò. 

30/11/10

e fuori nevica

quando ho aperto le tende stamattina davvero non me l'aspettavo di vedere londra bianca coperta di neve. spesso nell'ultimo periodo aprivo le tende con quella speranza ma stamattina proprio no. sono rimasta spiazzata. cosa si fa? la lentezza e la determinazione della neve mi hanno sempre spiazzato. e sono andata giu a guardare il giardino, poi sono risalita, intanto si faceva tardi per il lavoro - cosa metto, cosa porto.
poi di nuovo a guardare fuori - la neve mi fa sempre pensare a perugia e a casa dello studente, a quell'allegria, all'eccitazione. mi fa pensare a quando ero piccolissima e a torre del greco nevicava solo sul vesuvio. ricordo che la mattina di natale speravamo sempre che ci fosse la neve. natale era con la neve in tutti i film e in tutti i libri tranne che a napoli.

ieri una persona importante che sta vivendo un momento di gioia mi ha scritto: tutto va veloce.
si, tutto va troppo veloce a volte e non c'e' mai un tasto di stand-by come per i film dove addirittura puoi tornare indietro per cogliere cio che non avevi colto. tutto va molto veloce. la neve no, la neve e' lenta ed e' la stessa, la stessa di 12 anni fa che cadeva su di me mentre uscivo dal pub dove lavoravo - il contrappunto - alle 3 di notte per tornare a casa - e tutto era bianco e silenzioso e perugia era meravigliosa e a me bastava quel bianco per essere felice.

ed io sono troppo nostalgica, lo so. ma come ha detto la mia amica marina oggi, sara' il freddo. sara' il ciclo.

28/11/10

sunday morning

serata di musica ieri. ma l'energia di queste serate scaturisce sempre dalla combinazione di elementi. mettiamo che il gruppo che suonava a londra e' un gruppo di musica raeggae-electro-dub napoletano - gli almamegretta - che fonda la propria musica sulla tradizione napoletana ri-vivendola, ri-arrangiandola, ri-maneggiandola e ri-creandola attraverso una ricerca musicale continua. quindi una canzone come sanacore cantata dai vecchi napoletani - e che io ho ballato in favolose notti di tammurriate vesuviane -  viene cantata su un palco di londra con una base electro-dub e ballate da centinaia di napoletani espatriati che si portano dentro proprio cio che la canzone rappresenta in quel momento: tradizione e futuro, un passato che incontra altro, altrove. risultato: energia pura. 
oggi londra e' brillante e ghiacciata - merita una passeggiata nei suoi colori. buona domenica mondo.