Photo: virginia

13/10/10

voi siete QUI

insomma, il cielo continua ad essere grigio. c'e' poco da fare, e non e' una grossa novita' visto che vivo a londra e non a marrakesh. solo che a volte si sopporta di piu, a volte di meno. oggi siamo e' un pieno "di meno". perche'? perche' e' uno di queli giorni in cui te ne staresti con le pantofole a casa dei tuoi. si, avete capito, non a casa tua ma a casa dei tuoi. uno di quei giorni in cui vorresti startene in un posto che ha il sapore di famiglia, anche se la tua famiglia non la tolleri per piu di 3 ore e mezza, anche se ti mettono ansia, pressione, e non hanno niente a che vedere con il tuo mondo. oggi vorresti camminare in pantofole sul pavimento lucido di tua madre, affondare sul divano e sentire il rumore rassicurante di tua madre di la' in cucina. il suo regno. ci starebbe bene tore che torna da scuola, con uno zaino che pesa piu di lui e gli arriva alle caviglie e quando gli chiedi cosa hai fatto a scula ti dice "niente" e se gli chiedi, come niente, ti dice "eh, i compiti". gia', niente.
inoltre il muro che ho proprio davanti alla finestra dell'ufficio non aiuta. ho pensato allora che avrebbe potuto darmi  un po di respiro - letteralmente visto che in questi momenti il cielo sembra che stia per venire giu e schiacciarti - decidere o almeno individuare il mio prossimo viaggio. allora mi sono ricordata della locandina davanti alle scale mobili della metro stamattina e me ne sono andata per qualche minuto QUI

08/10/10

pezzo di lego

io e simone di sicuro avevamo in comune la nostalgia. ci piaceva proprio. spesso parlavamo del nostro passato e spesso, dei nostri nonni. un giorno simone mi parla di jack frusciante e' uscito dal gruppo, facendomi una citazione da quel libro. questa: "Quando morirà mia nonna non ci sarà più nessuno nel pezzetto di lego della mia vita dove mangiavo le stelline in brodo a casa sua e restavo da lei a dormire e mi dava un pigiama che mi faceva prurito...". vi devo dire che tutto il libro di enrico brizzi non vale la bellezza e la tristezza di questa frase. simo mi ha trasmesso tanto, più di quanto io mi sia resa conto all'epoca, ma se il mio pensiero cade su di lui a me viene in mente il pezzo di jack frusciante. 
intanto io mia nonna la perdo ogni giorno, pezzo dopo pezzo. o forse l'ho già persa. non sente quasi più e non riusciamo più a chiacchierare al telefono. quando vado a trovarla la vedo che sta li avvolta dalla tristezza. eppure il suo sguardo e' profondo, i suoi occhi sono grandi, le sue guance morbide. l'ultima volta mi ha chiesto di metterle un po di smalto, a lei piace lo smalto rosso, ma in casa c'era solo quello rosa. ieri le ho comprato lo smalto rosso. la prossima settimana le sue mani assomiglieranno un po di più a quelle di qualche anno fa. 

07/10/10

happiness

Peanuts

04/10/10

noccioline

io sono follemente innamorata dei peanuts. da piccola su un canale sconosciutissimo della tv aspettavo con ansia i cartoni sui peanuts, la musica le poche parole e le scene coloratissime mi facevano impazzire. passerei ore e ore a leggerli e adoro i disegni, piu di tutto amo le scene notturne, dove i piccoli guardano in su verso un cielo stellato e si scambiano perle di saggezza (o meglio, peanuts di saggezza). la loro poesia e' disarmante. quando stavo per laurearmi parlando della mia passione per questi esserini con il ragazzo di un'amica questo mi ha svelato che sua zia aveva nel garage di casa a roma centinaia di Linus dagli anni 70 in poi e che se ne sarebbe sbarazzata da li a poco. Su Linus apparivano le strisce italiane di Charles Shultz. Al pensiero che queste pagine originali e preziose sarebbero andate al macero mi sono sentita male. Questo ragazzo ha trasportato le scatole con i Linus da Roma a Perugia e hanno riempito la mia camera di casa dello studente nel lontano 2003. nelle strisce di charles Schultz c'e' sempre una risposta, c'e' sempre una riflessione, e' impossibile non sentirsi uno di loro, o un po' tutti loro. io ad esempio sono innamorata del sarcasmo di snoopy, della sua indipendenza, della sua fantasia, delle sue passioni - ad esempio quella della scrittura - del suo spirito d'avventura. pero' come si fa a non sentirsi charlie brown? inadeguato, triste, solo, impacciato. e, perche' no, un po linus? legato alla sua coperta e maltrattato dalla sorella maggiore, incompreso nella sua genialita'. e ce ne sarebbero tanti da nominare. io consiglio a tutti di perdersi per un po' nei peanuts, nei loro colori, nelle loro parole, credetemi il mondo fuori sembrera' piu sopportabile. PS: non ho detto ch eil 2 ottobre e' stato il compleanno dei peanuts. 60 anni. date un'occhiata qui. per una striscia al giorno consiglio questo.

24/09/10

era sempre una casa d'inverno

io da piccola amavo disegnare le case. e le disegnavo come mi insegnavano a scuola: con il tetto a punta, con il comignolo, con le finestre divise a loro volta da una croce interna. pero succedeva che mi guardavo attorno e le case di torre del greco, e quelle dei paesi vicini, e tutte quelle di napoli avevano il tetto piatto, non avevano comignoli ma al limite tante antenne, e piu che finiestre avevano un sacco di balconi. come si spiegava sta cosa? boh, nessuno me l'ha mai spiegata e io ho accettato che le case si disegnassero in un modo ma nella realta' fossero in un altro. e sono cresciuta cercando quella casa con il tetto a punta (rosso, assolutamente rosso il tetto doveva essere) e con le finestre e con i comignoli dal quale usciva sempre il fumo. la casa che disegnavo era sempre una casa d'inverno. intanto intorno a me non solo non c'erano case che somigliassero a quelle che le maestre ci insegnavano a disegnare, ma non c'erano case. nel senso che c'erano palazzi, con tante famiglie, tanti piani, tanti balconi, tante antenne. niente case con una sola porta al centro, con due finestre ai lati e con il bellissimo tetto a punta. rosso. cercavo questa casa inconsciamente in ogni posto in cui andassi. ma niente.
un giorno la mia famiglia dice: ce ne andiamo. andiamo in umbria. ora in umbria le case iniziavano ad avere una vaga somiglianza alla casa dei miei disegni. non c'erano piu tante famiglie e grossi palazzi e qualche tetto a punta spuntava. la nostra casa aveva il tetto a punta, un tetto basso ma a punta. non rosso, ma a punta. certo le finestre non erano divise all'interno, ma c'era il fumo che veniva fuori dai comignoli. eppure non c'e' mai stato dentro di me un riconoscimento ufficiale.
ieri ancora un po' addormentata sul piano superiore del bus rosso (non a punta, ma rosso - non centra ma ci stava troppo bene sta battuta) andavo al lavoro, erano le 8 e un quarto del mattino e fissavo le sagome delle case fuori dal finestrino e poi all'improvviso mi e' venuta in mente la finestra di camera mia, incrociata, e poi ancora ho guardato fuori dal bus le case e le finestre incrociate e i tetti e i comignoli e mi e' apparsa lei la casa del disegno e guardando meglio tutto il foglio del disegno accando alla casa c'era il giardino. il giardino! il bus procedeva ma ovunque guardassi appariva il mio disegno di quando ero piccola.
ma perche' mai un bambino deve imparare a disegnare una casa e aspettare 25 anni per trovarla?
photo: Susan Prentice

23/09/10

14/09/10

insegne

ora no, proprio non ho voglia. non ho voglia di sentire questa donna che urla al telefono dietro di me. e' una donna di colore e quindi urla. magari sta semplicemente raccontando alla sua amica che ha comprato una camicia gialla e una giacca verde che indosserà al pranzo con l'amante domani. o le sta dicendo che ha fatto la pizza all'ananas dopo essere stata al british museum. eppure lei urla. urla perché e' così che loro parlano, come se le stesse invece dicendo che non vuole più sentirla, che deve sparire dalla sua vita e che e' troppo, troppo incazzata. no no, stasera proprio non ho voglia di sentire lingue improbabili mentre il cielo ha deciso di piangere tutte le sue lacrime su una londra in movimento. ho finito il mio pezzo di cioccolato e vorrei che dai finestrini di questo autobus apparissero delle indicazioni in italiano. qualsiasi cosa. anche l'indicazione Monte Bianco che mi capitava di vedere se uscivo fuori da torino e che mi eccitava come se fosse l'indicazione verso un posto magico, lontano. invece no. niente indicazioni e niente monti. solo un odore forte in questo autobus. l'odore delle differenze, delle vite concentrate su una quindicina di sedili. ma io non ho voglia. allora chiedo aiuto all'i - pod. Gazze', Vecchioni, Gaetano mi tendono la mano e mi dicono che e' tutto apposto, che non sono sola tra le insegne luminose, "Tops Pizza", "Chicago Fried Chicken", "Yildiz Supermarket", "Planet Kebabs". chissa' cosa sta succedendo ad un posto al sole, se franco ed angela ritorneranno mai insieme. e chissa' stasera cosa avrei fatto se fossi stata a torino, o a torre del greco, o a san feliciano sul trasimeno, o a new york. chissa'. forse avrei incrociato qualcuno che urlava al telefono parlando di una camicia gialla o di una pizza all'ananas, mentre si appoggiava ad un'indicazione stradale. 

01/09/10

odori

devo ammetterlo. ho ancora i capelli salati dall'acqua di favignana. l'ultimo bagno domenica mattina e ho voluto portarmi un po' di vita selvaggia nella metropoli londinese. si, uno stupido gesto romantico il mio ma non sapete quanto faccia bene all'anima. e tutta la mia breve esperienza siciliana e isolana ha fatto bene alla mia anima. dalle pedalate nel sole cocente e nelle notti di cicale e lune piene alle nuotate di mezzogiorno o delle sette di sera. dal vento al mare piatto, dal giro in barca alla birra al bar. dalla briosce al pistacchio a colazione, nella mitica pasticceria FS al cous cous goduto sul muretto davanti al mare di trapani. dalla tonnara alle grotte piene di corallo. e poi letture, incontri, chiacchiere. la lentezza di quei giorni c'ha messo un po' a fermare la velocita' alla quale ero abituata, mio malgrado. per le persone incotrate ci sarebbe da scrivere pagine e pagine a parte e chissa', forse lo faro'. forse scrivero di rosario, il barcaiolo di marettimo che fra tutti noi sulla barca (eravamo in 10) chiamava sempre prima me per dirmi di fare foto, poi si accorgeva che magari anche agli altri faceva piacere e cercava di riprendersi, che tenerezza! potrei parlare del signore che mi ha affittato la bici, unico favignanese silenzioso e un po' cupo ma che quando gli ho detto a testa bassa che avevo perso il lucchetto e che gliel'avrei ripagato me ne ha dato subito uno senza dirmi niente e non ha voluto i soldi! e poi c'e' il mitico signor Costa con la sua bella moglie e la nipotina alice. mi hanno affittato una stanza a casa loro e il primo giorno quando e' venuto a prendermi al porto mi ha invitato a pranzo, poi il giorno dopo mi ha fatto trovare i fichi d'india!! (seeeecoooliiii che non ne mangiavo uno e io li ADORO!!). e poi claudio e lorenzo, i torinesi che hanno saputo tutto di me e io niente di loro - eh, l'ho detto, torinesi! - e ci aspettavamo la sera per il gelato, ma proprio non riuscivano a capire come io potessi mangiare una briosce intera con il gelato e la panna!! e poi tutto cio' che a parole non si puo raccontare. l'energia della natura e delle cose semplici che mi mancava, si mi mancava proprio da morire. disidratata, ero. e non riesco neanche a dire di cio che ha fatto l'odore e il rumore costante del mare su di me. non riesco a dirlo perche' non e' definibile. chi mi conosce sa, e io so e quindi non c'e' bisogno di spiegazioni, di quanto sia forte, ancestrale, il mio legame che con il mare.
domani e' un anno di londra. il 2 settembre prendevo un aereo e arrivavo su questa di isola. sembra sia passato appena un mese, e' stato tutto cosi veloce. piena di speranze e di paure e di non-so-cosa-succedera'-e-cosa-voglio-che-succeda. bilancio? non mi piacciono i bilanci. ma oggi londra, con la sicilia dentro, e' ancora piu bella. profuma di fine estate e ora che finalemnte la mia estate c'e' stata, ora si' che la fine puo arrivare, e l'inizio. un altro inizio. come quello di un anno fa, pieno di entusiamso e di eccitazione.

19/08/10

mickey mouse vs toy story

dopo che avevo fatto almeno 8 volte avanti e indietro mi sono arresa. era da ormai mezz'ora nel negozio della disney e non riuscivo  decidermi. topolino o toy story?? chi e' piu popolare in questo periodo? io sceglierei topolino for ever, ma tore??? poi comprargli un astuccio da scuola di un personaggio non popolare o non conosciuto o non amato sarebbe una tragedia, in seconda media!!! non me la sono sentita di rischiare. chiamo? chiamo. risponde mia madre.

ma, senti ma a tore piace toy story?
cheeee???
TOISTORI ma, e' un "cartone animato".
ah, boh. e io ch ene so'. aspetta chiedilo a lui. toooooooreeeeee.
ciao tore senti ti volevo chiedere una cosa ma tu conosci toy story?
si.
ah, davvero?
si.
capito qual'e' tore, TOY STORY.
siiii.
e senti ma vuoi un regalo con topolino o con toy story.
Toy Story.
ah. ok. allora ciao.
ciao.

domani si va. si parte. tore mi aspetta per i compiti di inglese. mia madre per darle il cambio con mia nonna. mia nonna per un po di compagnia. e io mi ri-immergero nel silenzio dell'umbria che e' la cosa che più mi sconvolge quando torno da Londra. e poi abbracci a baci e sara' il momento del vero viaggio. per  la prima volta in vita mia ho solo prenotato l'aereo di andata e di ritorno. so solo che voglio andare, camminare, viaggiare attraverso dei luoghi e delle persone. voglio amalgamarmi con la natura e chiudere gli occhi e stare. non fare. semplicemente stare. 

18/08/10

gia'

no, non sono finita su un'isola esotica lontana dalla tecnologia e lontana dai rumori, dalle chiacchiere inutili, dalle cose superflue. no. semplicemente i colori sono spariti per un po' e le parole schiacciate dal grigio.
ma vi dico una cosa. stanotte c'e' stato un grosso acquazzone di quelli che di solito annunciano la fine dell'estate, qui in realta' l'estate non so quando c'e' stata e se c'e' stata io credevo fosse primavera. ma non e' questo il punto. stamattina ero di corsissima e non ho fatto in tempo ad uscire in giardino come spesso faccio prima di andare al lavoro, prima di affogare negli sguardi spenti della gente. ma morivo dalla voglia di vedere che i miei girasoli non fossero stati danneggiati dall'acquazzone e allora ho aperto le tende della sala e in tutto il loro splendore sono apparsi tanti papaveri rossi. e ho sorriso e ho capito che i colori invece c'erano solo che a volte spariscono o a volte non li vedi, ma ci sono e vengono fuori soprattutto dopo gli acquazzoni ed e' meraviglioso. i miei papaveri rossi hanno riportato le parole e hanno reso il grigio piu interessante. i papaveri.
londra rimane bella cavolo. proprio non riesco a non farmela piacere. il suo cielo che spesso mi sembra di odiare invece ha un fascino disarmante. i miei girasoli stanno bene, meglio di me credo. sono ancora senza fiore e io li attendo.