Photo: virginia

03/03/10

come la volpe quando viene l'inverno

sola ed elegante, una bellissima volpe era nel nostro giardino ieri mattina. si muoveva lentamente, si fermava, si guardava attorno. il sole la illuminava. avevo visto una volpe la scorsa estate di notte nella campagna di francesca, a perugia, ce la siamo trovati davanti e ci fissava. non credevo di trovarne a londra. eppure si aggirano fra le case di questa citta', vanno da un giardino all'altro. a volte sbucano da dietro qualche auto. questo meraviglioso animale a me fa pensare sempre ad una bellissima canzone di fossati, la canzone che me lo ha fatto conoscere ed amare, la volpe, appunto. Che fa cosi:

Che sarà quell'ombra sulla strada
Che sarà quell'ombra sulla strada
Sarà la volpe quando viene l'inverno sarà
Sarà la volpe quando viene l'inverno sarà
Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è
Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è


Sarà il mio amore che ha trovato la strada
Sarà il mio amore che ha trovato la strada
Come la volpe quando viene l'inverno sarà
Come la volpe quando viene l'inverno
Sarà.


non so perche' dedico un post a questo, il fatto e' che quella volpe rappresenta per me la vita che ti sorprende, rappresenta la sua semplice bellezza. in un mondo indifferente che corre quella volpe lenta e maestosa, nel mio giardino mi ha trasmesso sensazioni positive. sara' il mio amore che ha trovato la strada. sara'.

23/02/10

C'era una volta la sinistra italiana...

D'Alema quindi. Qui, a Londra e io li in sala. Chi l'avrebbe mai detto che mi sarei fatta coinvolgere fino al punto di andare dopo lavoro a sentire un politico, uno dei tanti per me. E' che chi non vive all'estero non si rende conto di cosa significhi essere italiani fuori dall'Italia e guardare l'Italia che va pezzi. Dire, tanto un giorno tornero' e subito ti si apre davanti l'immagine dei telegiornali e le facce dei politici sempre piu' ricchi e presuntuosi, e il grafico della disoccupazione sempre piu preoccupante. D'Alema ha iniziato il suo discorso in un inglese improbabile. Davvero vergognoso. Avevo i brividi a sentirlo e mi vergognavo, ma lui no, anzi, ha detto che da quando non e' piu ministro delgi esteri ha perso occasione di migliorare l'inglese. Umorismo davvero triste il suo. Eppure era quell'uomo che con sagacia e furbizia azzittiva tutti, una volta. Ieri invece e' stato irritato, si e' agitato, davanti a domande semplici di giovani italiani che vogliono sapere. L'incontro doveva essere sull'Europa, ma in quella sala c'erano italiani chehanno cercato all'estero cio che avrebbero dovuto avere nel proprio paese, diritto allo studio, finanziamenti per la ricerca, professionalita'. "Non ritiene che la classe politica in Italia sia vecchia e che i giovani non abbiano posto?" "Ma io sono piu giovane di Gordon Brown in realta'".  Ma quando arrivano le domande sulla sua assenza dal parlamento durante la legge sullo scudo fiscale e sulla questione dell'antonveneta D'Alema si agita e impulsivamente dice "Non devo dare spiegazioni qui ma eventualmente ai magistrati". "Questa e' una polemica esasperata". Le parole continuano. Si riprende. Spiega. Ma noi tutti esasperati lo siamo, forse questo i politici non l'hanno ancora capito. In quella sala c'era una grande forza, creata da una grande rabbia. Contenta di esserci andata.

21/02/10



15/02/10

fiorisce il rosmarino

Caffe', caffe', caffe'. caffeeeeeeeee. Ho bisogno di un caffe' per uscire da questo stato di trans in cui mi trovo. Guardo lo schermo del pc e mi incanto. Sara' che forse sta fecndo effeto il chanting di ieri, magari su di me - caso disperato in questione di relax - fa effetto un giorno dopo? Sara' quel che sara' ma io voglio un caffe'. Ma tanto e' una battaglia persa perche' ovunque io vada un caffe' come lo intendo io e credo come lo intendano il 90 per cento degli italiani, e il 101 per cento dei napoletani, qui non lo trovo. Non ho speranze. Allora vado a prendere un tea. I know, it's not exactly the same. Ma c'e' un tea che dice di essere "revitalising". Magari riesce a revitalise me. In realta avrei voluto scrivere di quanto ogni volta sia fantastico andare a vedere woody allen al cinema, di quanto sia fantastico vedere Annie Hall al cinema, e soprattutto di quanto lo sia andarci di domenica pomeriggio, da soli. Credo che la maggiorparte dei film di Allen io li abbia visti da sola e non so, a me sembra che sia questa la condizione ottimale per gioire fino in fondo di allen. Cioe' voglio dire, i film di allen sono un monologo, e mi piace rispondere a questo monologo con un altro monologo, quello delle mie sensazioni e reazioni, senza condividerle. Lo adoro. Ogni volta scopro particolari geniali, divertenti. Ad esempio ho scoperto che ha messo la sua data di nascita nel film. C'e' un punto del film in cui appare una data e quella data, e' il 1 dic, per chi non sa che allen e' nato il 1 dicembre e' una data qualsiasi, anzi manco si accorge che e' segnata, sulla lavagna. Ma per chi lo sa e' una bella storia. Il film e' suo e lui ci fa cio che vuole. Bello bello. Poi che volete, io vedendo Manhattan da Brooklyn... uff. Che nostalgia. Che meraviglia. .

09/02/10

weekend in casa vittoriana

e la casa vittoriana e' la mia. proprio dove vivo. per la prima volta da quando mi sono trasferita in questa casa per due giorni interi, un weekend pieno, sono rimasta sola. rimanere sola nella casa vittoriana vuol dire tv spenta, finalmente, e giradischi acceso con il vinile di angelo branduardi che canta in fancese, una chicca che mi rende molto orgogliosa, trovato nel negozietto di dischi vicino casa a 3 pound. vuol dire fare colazione ed occupare tutto il tavolo, sbragarsi sulla sedia, con i piedi ovviamente sulla sedia di fronte e godere del sole sparito per settimane. poi chiamare l'amica in italia che ti manca un casino e che via skype ti fa vedere il pancione che cresce, intanto far scorrere l'acqua calda nella vasca con dentro un po' di gocce di lavanda. e poi buttarcisi e starci. restare sola sola nella splendida casa vittoriana vuol dire poi cucinarsi qualsiasi cosa, mettersi sul divano, scaricare pretty woman (eh si, pretty woman!!!) e sorseggiare un buon bicchiere di vino rosso, accorgersi poi che la casa e' buia e... sentire il tuo flatmate che rientra e che accende le luci e che ti chiede: hey, are you in the dark? finisce il weekend. finisce pretty woman, finisce il silenzio, finisce il buio.

04/02/10

untitled

dovrei lavorare, dovrei mangiare, dovrei pensare, dovrei decidere. vorrei riposare, vorrei leggere, vorrei ridere, vorrei ballare. chissà forse e' proprio questa lotta che mi rende stanca. dormirei ovunque in questi giorni. e la stanchezza mi impedisce anche di essere felice. lo so, lo so, che in fondo c'e' un po di felicita', fosse solo per quella libertà che mi sto riprendendo a morsi, a spallate, a calci. l'ho messa accanto a me sul letto ed e' bello osservarla quando spengo la luce. da quando sono diventata povera povera ho avuto la conferma che libertà e denaro sono dei grossi nemici. ora voglio scrivere cose sconnesse. voglio dire che st paul e' bellissima e che sembra che chi l ha costruita l'abbia fatta proprio per schiacciarla contro il cielo grigio di Londra. voglio dire che e' grave grave, molto grave ciò che succede  nel mio paese, e' grave che nessuno faccia niente, e' grave, e' molto grave e io sono arrabbiata e lo dirò a chiunque ovunque. voglio dire che credo nella forza di un popolo ma mi spaventa la complessità e l'istinto animalesco dell'individuo. 
voglio dire che sto lavorando, ovviamente a titolo gratuito (vedi sopra discorso libertà) nella casa editrice che ha accompagnato i miei studi, che ha pubblicato i libri dai quali e' nato l'amore per la parola, per la scrittura, per la letteratura. sono seduta alla scrivania della penguin e credo che un po felice lo sono. e nn vorrei smettere di scrivere stasera. ma dovrei lavorare, dovrei mangiare, dovrei...

25/01/10

rosaria

che bella che e' mia nonna. le hanno messo il computer davanti e ci siamo viste. sei sempre uguale, mi ha detto. mi sorrideva, era contenta come una bimba. a volte penso, non so cosa darei per riportarle le persone che ha amato, le persone che affollano i suoi racconti malinconici, nostalgici. quell'amica con la quale si affacciava al balcone per parlare dei ragazzi, quel ragazzo che la guardava ogni volta che lei si affacciava. mio nonno con il quale divideva l'aria, con il quale si rispettava, si divertiva, si proteggeva. si amava. oddio quanta energia mi hanno dato insieme e quanti sorrisi. e quanti vorrei dargliene io ora. ma non ci riesco, sono più forti i dolori, i dispiaceri, la noia, la tristezza. domani ancora una prova per lei, ancora un ospedale. e allora nonna ti bacio e ti abbraccio, e ti prendo per mano come facevi sempre tu quando eravamo in pericolo.

21/01/10

questa ve la devo proprio raccontare

credo proprio che siano anni che progetto di comprare un portatile, ma ovviamente le priorita' sono state sempre altre, leggermente piu' basilari del portatile, tipo cibo, affitto, viaggi. insomma il minimo per sopravvivere. e' qualche mese pero che l'esigenza del portatile ha cominciato a diventare basilare anch'essa, soprattutto quando ci potrei guadagnare lavorando da casa, e quindi pagarmi cibo, affitto, viaggi. insomma ho fatto un po' di calcoli e finalmente ho deciso. lo compro. ma mica compro un portatile qualsiasi. voglio il mac, e' inutile che tutti mi chiedono perche' il mac. non c'e' sempre un perche' da spiegare. io mi sento mac e mac sia. e chi meglio di emanuele poteva farmi compagnia all'apple store? emanuele si eccita con gli acquisti ed e' un i-phone dipendente quindi sicuramente non mi avrebe mai fatto venire alcun dubbio nel comprare il mac. insomma nel comprare e basta. anzi, era eccitatissimo anche lui. ci vediamo a convent garden, per strada mi viene voglia di schifezze calde e compro le french fries a leicester square. figo. sto per comprare il mac. arriviamo sulla strada dei soldi, regent street, entriamo nel mondo dei soldi, apple store. individuo il modello che voglio e non c'e' tanto da pensare, bisogna solo chiedere a uno dei tanti ometti omologati in blu, con il finto sorriso stampato sul volto e una nuvoletta che dice "non me ne frega un cazzo di te, di chi sei e di cosa vuoi, non me ne frega niente se hai sudato sette camice per mettere da parte i soldi per questo computer, credi di essere figa?". "Salve, voglio comprare un macbook". "Certo, il ragazzo qui accanto sara' molto felice di mostrarglielo". Ok, facciamogli fare il suo lavoro, mi parlera' per una ventina di minuti del mac, di quanto sia grandioso, di quante cose si possono fare, come se non avessi gia' deciso. Il ragazzo mi porta davanti al mac e inizia a descrivermi il mac, poi mi chiede hai gia un mac? No. E ricomincia ad elogiare il mac ponendo l'accento sul'importanza di sapere usare sto coso - aiutoooo - perche' sa noi abbiamo un servizio a soli 79 pound di tutor annuale. Io gli faccio un sorriso e gli dico con quella che credo dovrebbe essere sempre vincente sincerita', senti io ho giusto giusto i soldi per comprare il mac, non un pence in piu. e lui mi fa la fatidica domanda, sa usare il mac? ed io, certo che lo so usare - cosi me lo tolgo dalle scatole questo, io voglio solo il mio maaaaaac - Ma accade qualcosa di incredibile, qualcosa che mi ha fatto pensare di stare in una candid camera, qualcosa che mi ha fatto pensare di gridargli "ma tu stai completamente fuori!!". Sto ragazzo brufoloso e pieno di problemi mi apre una pagina word e mi dice, ok, se sai usare il mac allora va su internet copia una pagina incollala qui e salvala come pdf. io non so di che colore sono diventata, so solo che gli ho ripetuto cio che mi ha detto per essere sicura di aver capito bene. si, avevo capito bene. ho iniziato a urlare per quanto io sappia urlare, usando quel modesto vocabolario inglese imparato fino a quel momento. rifiutandomi di fare un test per comprare un pc!!!!!! lo stronzo ha continuato a dirmi di quanto era importante che io sapessi usare il mac e che era solo curioso e che lui faceva il suo lavoro e che...  curiosoooo????? you did your job, now I want to buy this mac and I do not have to demonstrate anybody that I can use iiiiiiiitttttt!!!!!!!!!!
ovviamente mi sono cosi incazzata che non ho voluto comprare il mac. ero davvero senza parole, ma non poteva finire cosi. ho cercato il manager. e il manager era proprio quello con il sorriso da deficiente stampato in faccia, quindi che ve lo dico a fare.
sono uscita da li che avevo un nervoso. emanuele ha iniziato a ridere e io tornavo verso casa senza mac.
sulla strada sono passata davanti a un negozietto di pc, gestito da indiani anni luce piu simpatici e normali di quelli dell'apple store. il mac l'ho preso li, stesso prezzo ma sorriso vero.

12/01/10

banana republic

ho cambiato la disposizione dei mobili e del letto in camera. non sono ancora convinta che sia la soluzone migliore, ma il cielo e' grigio e statico e pesante, e qualcosa bisognava pur fare. rientrando a londra ho ritrovato l'odore londinese, la vasca da bagno e l'insonnia. gli amici sono sempre piu' occupati e io sempre piu' libera. ho anche trovato un aumento assurdo dei trasporti, che era gia' la cosa piu' cara di londra. unica novita, stamattina appena uscita di casa cercadno di stare attenta a non scivolare sul ghiccio che non va via, due persone hanno incrociato il mio sguardo e mi hanno salutata, non riuscivo a crederci. sara' il tempo, cosi' cupo, che crea un minimo di empatia. vabbe' io faccio apple crambles e cucino pollo variando e sperimentado con le spezie. leggo sulla famosa, quasi ormai mitologica, banana republic e mi informo, mi informo, che e' importante. sogno e pianifico Il Viaggio. e questo grigio sparira' prima o poi. che dolore, che peso.

04/01/10

ancora e sempre tu

che tristezza quando stamattina mi sono accorta in treno di aver dimenticato la fetta di pastiera, che mia zia ieri sera mi ha tagliato e incartato. la pastiera che non ho mangiato per quel tremendo dolore allo stomaco che mi ha accompagnata tutti i tre giorni a napoli. ma la pastiera ce l'avevo già in bocca, aspettavo solo di sedermi in treno infreddolita e di scartarla e mangiarla davanti al vesuvio che scompariva. invece non c'era. in borsa c'era di tutto, spazzolino, fazzoletti, caffè, ma la pastiera non l'ho trovata. e a roma allora mi sono recata in un bar per fare una normale colazione, senza pastiera, e ho chiesto un caffè macchiato, un caffe co a macchia!! ha gridato il tipo al ragazzo del caffè. un caffè co a macchia non l'avevo ancora sentito, forse potrei rendere il mio blog meno spagnoleggiante e più popolano e chiamarmi caffè co a macchia. ma direi che non mi si addice moltissimo. ieri napoli era raggiante, le costruzioni arabe spiccavano più di tutto grazie a quel sole parsimonioso sulla città, la luce che entrava nei vicoli rendeva i contorni delle cose e delle persone di un fascino che lasciava senza fiato. e la gente a divorare la città. erano ovunque, miriadi di persone, anziani, giovani, bambini. chi ci giocava con la città, chi ci lottava, chi ci faceva l'amore, chi la calpestava e chi l'accarezzava o chi semplicemente la usava. io non ho mai visto un rapporto così appassionato e aggressivo, animalesco, tra città e cittadini. ogni pietra, ogni panchina, ogni buco, ogni angolo di questa città, viene fatto proprio in qualche modo dalla gente che vi appartiene fino a creare un'orgia, gente e città, paradiso e diavoli insieme in una lotta di amore, odio, egoismo, sopravvivenza. all'ultimo morso. ho lasciato napoli ieri sera con una luna rossa che si faceva spazio fra nuvole nere e palazzi bianchi.