ho cambiato la disposizione dei mobili e del letto in camera. non sono ancora convinta che sia la soluzone migliore, ma il cielo e' grigio e statico e pesante, e qualcosa bisognava pur fare. rientrando a londra ho ritrovato l'odore londinese, la vasca da bagno e l'insonnia. gli amici sono sempre piu' occupati e io sempre piu' libera. ho anche trovato un aumento assurdo dei trasporti, che era gia' la cosa piu' cara di londra. unica novita, stamattina appena uscita di casa cercadno di stare attenta a non scivolare sul ghiccio che non va via, due persone hanno incrociato il mio sguardo e mi hanno salutata, non riuscivo a crederci. sara' il tempo, cosi' cupo, che crea un minimo di empatia. vabbe' io faccio apple crambles e cucino pollo variando e sperimentado con le spezie. leggo sulla famosa, quasi ormai mitologica, banana republic e mi informo, mi informo, che e' importante. sogno e pianifico Il Viaggio. e questo grigio sparira' prima o poi. che dolore, che peso.
Photo: virginia
12/01/10
04/01/10
ancora e sempre tu
che tristezza quando stamattina mi sono accorta in treno di aver dimenticato la fetta di pastiera, che mia zia ieri sera mi ha tagliato e incartato. la pastiera che non ho mangiato per quel tremendo dolore allo stomaco che mi ha accompagnata tutti i tre giorni a napoli. ma la pastiera ce l'avevo già in bocca, aspettavo solo di sedermi in treno infreddolita e di scartarla e mangiarla davanti al vesuvio che scompariva. invece non c'era. in borsa c'era di tutto, spazzolino, fazzoletti, caffè, ma la pastiera non l'ho trovata. e a roma allora mi sono recata in un bar per fare una normale colazione, senza pastiera, e ho chiesto un caffè macchiato, un caffe co a macchia!! ha gridato il tipo al ragazzo del caffè. un caffè co a macchia non l'avevo ancora sentito, forse potrei rendere il mio blog meno spagnoleggiante e più popolano e chiamarmi caffè co a macchia. ma direi che non mi si addice moltissimo. ieri napoli era raggiante, le costruzioni arabe spiccavano più di tutto grazie a quel sole parsimonioso sulla città, la luce che entrava nei vicoli rendeva i contorni delle cose e delle persone di un fascino che lasciava senza fiato. e la gente a divorare la città. erano ovunque, miriadi di persone, anziani, giovani, bambini. chi ci giocava con la città, chi ci lottava, chi ci faceva l'amore, chi la calpestava e chi l'accarezzava o chi semplicemente la usava. io non ho mai visto un rapporto così appassionato e aggressivo, animalesco, tra città e cittadini. ogni pietra, ogni panchina, ogni buco, ogni angolo di questa città, viene fatto proprio in qualche modo dalla gente che vi appartiene fino a creare un'orgia, gente e città, paradiso e diavoli insieme in una lotta di amore, odio, egoismo, sopravvivenza. all'ultimo morso. ho lasciato napoli ieri sera con una luna rossa che si faceva spazio fra nuvole nere e palazzi bianchi.
28/12/09
notizie
Dice che fra qualche giorno si ricomincia da capo perché sono finiti i fogli, ne avremo un blocco nuovo: altri dodici da strappare e a ogni strappo la sensazione di un inizio. Dice che faranno un censimento, perché, dice, c’è qualcosa che non torna. Sembra infatti che ci siano persone con tanto, anzi addirittura con troppo e persone con niente e addirittura con meno. Dice che non dobbiamo preoccuparci, che se il troppo si sposta al niente continueremo a respirare, sorridere, sognare, anzi dice che sarà più semplice. Dice che i bambini saranno davvero bambini in ogni parte del mondo e dice che gli adulti si renderanno addirittura conto di questo e li tratteranno da bambini. Dice poi che se una persona sosterrà di amare un’altra persona questa affermazione sarà vera. Dice che probabilmente, ma questo non è ancora sicuro, alcune paure si estingueranno e di conseguenza se due si piacciono non solo lo capiranno ma addirittura se lo diranno e potranno stare insieme per un periodo medio lungo. Per il per sempre dice che ci si sta lavorando. Dice che i nonni avranno sempre l’ultima parola. Le donne l’ultimo sorriso, gli uomini l’ultimo silenzio. Dice pure che l’Umbria donerà pezzi di campi di girasoli a tutti i paesi del mondo. Dice che sempre con i nuovi mesi ci si sentirà meno soli perché gli amici si materializzeranno pensandoli. Dice che mia madre guarderà di nuovo mio padre con lo sguardo di quella foto, dove appoggiati ad una ringhiera ridevano forti contro il mondo e il tempo, ma anche se non l’hanno detto credo che di quella forza non ci sia più traccia. Dice, però, che mio padre con lo sguardo di mia madre smaltirà l’amarezza. Dice che ora posso andare a dormire serena perché per qualche secondo continuerò a crederci.
19/12/09
neve blu
la neve profuma di fresco, mi viene addosso leggera, mi fa il solletico e rido. affondo i piedi e vorrei lasciarmi cadere e rimanere sul soffice fino a quando sulla pelle non sento l'umido e non divento pesante, fino a quando non inizio a tremare, fino a quando il bianco non diventa nero. la neve mi fa venire in mente perugia, l'università, casa dello studente. quando iniziavano i fiocchi come lucertole d'inverno a qualsiasi ora della notte uscivamo e ascoltavamo il rumore silenzioso dei fiocchi, ascoltavamo il respiro della città che si lasciava lentamente affogare dalla neve. io ero eccitata e mi muovevo senza meta. volevo guardarla, prenderla, stringerla. di quell'eccitazione mi è rimasto lo stupore davanti al dissolversi dei colori, il bianco che cancella tutto. ci voleva il mio camino, ci voleva questa neve un po' joyciana, ci voleva l'entusiasmo di tore.
07/12/09
la notte mi ha dichiarato guerra
ed e' in netto vantaggio. inizio a perdere colpi e sono sempre piu stanca. bagni caldi, tisane, olii, esercizi, letture, niente, il sonno viene regolarmente spezzato da qualcosa e non so cosa. ho smesso di prendere il caffe', che invece mi aiuterebbe a stare sveglia di giorno, a stare sveglia ora, perche' in questo preciso momento io chiuderei gli occhi, mi arrotolerei nella mia sciarpa bianca, mi appoggerei sul divano bianco dell'ufficio e dormirei, ma senza sognare, cullata dal ticchettio sulla tastiera dei vari computer e dall'odore dei libri. fuori e' buio, ma sono appena le tre. ormai da piu di un mese continuo a girarmi e rigirarmi tra le lenzuola verdi, dopo essermi svegliata improvvisamente. se proprio dopo vari tentativi, dopo diversi riposizionamenti di gambe e braccia sembra che riesca a cadere nel mondo dei sogni, mi accorgo che in realta' sono caduta nel mondo degli incubi, e vedo persone che piangono, pesci che nuotano nel mio bagno, metropolitane a cui nn riesco accedere... devo preoccuparmi?
01/12/09
light
il fatto e' che fuori il cielo e' di un blu incantevole e a casa in frigo c'e' la torta al cioccolato che mi ha fatto russ. non ho mai avuto una torta al cioccolato per il mio compleanno, se non quando ero piccola, da mio nonno che era pasticcere e me ne faceva di bellissime. sulla mia scrivania al lavoro ho trovato rose gialle. i miei capelli sono corti e leggeri e penso ad un anno pesante ed intenso, e guardo ancora il cielo fuori dalla finestra. sento il freddo sulla mia pelle e respiro. respiro e mi piace. ho mandato un messaggio ai miei genitori per fargli gli auguri, e gli ho detto che sono contenta di essere nata, perche' lo sono davvero. mi sento leggera, come i miei capelli. c'e' la torta in frigo e le rose accanto al computer. ho una gonna rossa e persone nuove da incontrare stasera al bar kick. il cielo e' ancora blu e io me ne prendo una fetta.
24/11/09
keep a secret
Nel 2003 Frank Warren dopo uno strano sogno decide di dare il via a un progetto meraviglioso PostSecret: chiede alla gente, tramite sito internet, di inviare un proprio segreto, di quelli che tutti abbiamo dentro di noi e che non e' mai stato mai condiviso. il segreto puo' essere uinviato su un qualsiasi materiale che somigli piu o meno ad una cartolina. chi scrive il segreto puo', anzi deve, farlo con tutta la propria creatitvita'. Arrivano a casa di questo signore milioni di segreti su supporti diversi. queste cartoline diventano una vera e propria opera d'arte. iniziano le mostre. iniziano i libri. arriva il blog. avete un segreto che non avete mai condiviso, qualcosa che volete assolutamente dire ma non potete? ebbene ora potete. SCRIVETE a Frank. Isn't it cool????
questa e' fantsastica... e devo dire che succede, ma come fai ad avercela con uno che lo dice?
anche se lo dice a frank?
e questa non dovrebbe essere un segreto
buon segreto a voi
v
20/11/09
stoccolma e monte bianco, con una spolverata di cannella
inizierei a descrivere stoccolma dal palato: cioccolata calda affogata da panna sciolta e un filo di cacao, cannella e arancia sublimate in un indescrivibile cinnamon roll al Chokladkoppen che e' una caffetteria piccola, di legno, calda, colorata, con tanti cuscini sulle panche e vetri appannati (credo sempre in inverno). se poi dovessi descrivere stoccolma attraverso la vista mi viene da dire tanta acqua, tante luci, tanto verde, un po' di rosso, schiacciata dal grigio, con macchie di nero. l'acqua del mare del nord che veniva fuori all'improvviso appena giravi un angolo; le luci delle tantissime finestre e dei tantissimi lampioni che rendeva il buio precoce della citta' un po' piu' sopportabile; il verde degli abeti, altissimi; il rosso del cappello dei tomtar, il grigio del cielo senza sole e il nero dei tetti appoggiati su case colorate. in mezzo a tutto cio' le guglie delle chiese medievali. dal tatto invece viene fuori la mia lonely planet sempre fra le mani, e l'ombrello, e la lana dei calzettoni nei negozi o quella grezza dei tomtar, ma c'e' anche la pioggia fina e leggera sempre addosso. nelle orecchie la signorina della metropolitana che annuncia le stazioni; le parole mie e di ale che erano quasi sempre esclamazioni di stupore ogni volta che vedavamo, scoprivamo, realizzavamo un qualcosa. e poi c'e' l'odore, quello lieve del mare, quello forte degli abeti e della terra bagnata, delle spezie nel vino caldo, della cannella nelle pasticcerie. e con Stoccolma ho messo i piedi in un'altra citta' che da piccola credevo esistesse solo sui libri. citta' che hanno acquistato un'identita' mitologica. sara' che sono nata sul mare ma quando studiavamo i paesi nordici, italiani ed esteri, io restavo affascinata. e piu' vivevo in una citta' calda del sud, piu' approfondivo a scuola quei paesei e piu' ne rimanevo affascinata... fino a quando dopo anni mi sono ritrovata in piemonte e un giorno ho visto l'indicazione Monte Bianco. non riuscivo a crederci, mi sono commossa. certo, sapevo che li da qualche parte doveva esserci il Monte Bianco con tanti altri monti trovati sui libri di scuola ma averne la certezza ed essere cosi vicina mi ha sconvolta, e cosi' anche quando ho saputo che Aosta era a due ore da Torino. Aosta. il luogo dove sarei scappata un giorno, mi dicevo sempre da piccola. Aosta! Era per me il luogo piu lontano, piccolo e montuoso che conoscessi, sempre grazie ai libri di scuola - tutto il contrario di dove vivevo dunque. mi vedevo con gli stambecchi e nessuno mi avrebbe mai raggiunta (un heidi un po' alternativa insomma). poi un giorno ci sono stata ad Aosta e ho scoperto con rassegnazione che la cosa piu bella di quella citta' era l'indicazione Aosta alla stazione. era bello leggere quel nome perche' mi ridava i miei sogni.
ce ne sono ancora tanti di paesi "lontani" e mitologici. paesi raccontati solo sui libri. paesi dove nessuno mi avrebbe trovata. stoccolma ne era un pezzo.
ero in uno dei miei sogni da bambina lo scorso fine settimana.
17/11/09
... ibuk, aifon, aipod
oggi all'editorial meeting c'e' stato un bel dibattito... dunque iniziamo con gli e-rights? brividi. tutti in modo professionale, in a business way, direi, hanno pensato al loro mercato, al mercato cioe' dell'e-books nei vari paesi... daniela e' stata l'unica ad esplodere, con la sua grinta italiana. semplicemente, passionalmente ha difeso il libro. io non so se il libro mai morira' e voglio credere davvero che non succedera' perche' nel momento in cui ci penso sento una fitta al cuore e mi vengono i brividi pensando ai miei bambini, quelli che magari in un'altra vita avro', con un e-book in mano. orrore!!! non so se il libro morira'. so che la lettera e' quasi morta - sostituita dalla e-mail, so che la cassetta, il disco, e fra un po' pure il cd, sono quasi morti - sostituiti dal download e quindi dall' i-pod, so che il contatto con la gente per strada in una nuova citta' per chiedere semplicemente informazioni su luoghi, sta per morire - grazie all'i-phone e al blackberry. la fotografia manuale e' ormai del tutto sostituita da quella digitale. non capisco come non ci si renda conto che piu' la tecnologia ci coinvolge piu' perdiamo l'uso e dunque la consapevolezza degli altri sensi. quindi perdita. certo, e' ovvio, ci sono determinati vantaggi e non sono cosi' stupida da rifiutarli ma i rischi credo siano molto piu pericolosi. la perdita e' molto piu' grave del vantaggio, e poi siamo proprio sicuri di aver assolutamente bisogno di quei vantaggi? siamo propio sicuri che a volte non si tratti semplicemente di pigrizia? insomma il libro coinvolge in modo cosi' estasiante tutti i sensi che non ho proprio intenzione di rinunciarvi. cosi come non sto rinunciando al piacere di comprare un rullino, scattare, aspettare e poi toccare una foto, di sentirne l'odore e di tenerla in un cassetto, in un libro, di ritrovarla dopo tempo e guardarla in un qualsiasi luogo con chiunque, e accorgersi del tempo che passa anche attraverso la carta, i colori, l'odore. e non e' stupido romanticismo il mio!
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