in ufficio, appena dietro di me, alle mie spalle, c'e' una scatola magica, anzi ci sono tante scatole magiche. sono scatole di diverse dimensioni che si moltiplicano e si riempiono di libri, quando non le guardi. ogni tanto mi giro e le vedo straripanti. ci sono libri piccoli, grandi, rigidi, morbidi, colorati, ma la cosa piu bella e' che sono in tante lingue diverse. ci sono libri di scrittori inglesi tradotti in francese, o in russo, o in italiano. ci sono scrittori inglesi pubblicati in inglese, francesi pubblicati in francese. la scatola magica regala parole ma il segreto sta nel non cercare, non frugare, basta avvicinarsi e guardare e in ogni momento trovi dei libri diversi, e capita spesso ma non sempre, che uno di questi libri sia li per te. e questa e' la magia. dalle scatole magiche il primo libro che ho tirato fuori e' l'abitudine di amare di doris lessing. poi e' arrivato taj mahl, proprio il libro per alessandra, amica e compagna di casa al momento, due giorni prima che apparisse magicamente questo testo nella scatola, alessandra mi ha rivelato che sta programmando un viaggio in india. ieri dalla scatola sono usciti: le voyage d'hector, dove hector il protagonista e' uno psichiatra che dopo aver ricevuto tanti pazienti che si recano da lui in cerca della felicita', decide di fare un viaggio e trovarla, questa felicita'. e' uscito the brief history of the dead che ha stimolato la mia curiosita' e notable american women. tutti ora sulla mia scrivania. la scatola magica e' una delle cose belle di questo posto.
Photo: virginia
23/09/09
15/09/09
tulipani viola
c'erano tulipani viola oggi in mezzo al tavolo, nove per l'esattezza. i tulipani sono dei fiori che non ho mai amato eccessivamente per la loro troppa delicatezza, eppure negli ultimi anni quando ci sono mi rendono serena, se non felice (si puo' dire felice?). attorno ai tulipani eravamo in dieci, ed eravamo tutte donne. donne di nazionalita' diverse, ognuna con la propria nazionalita' nell'espressione, nello stile, nel modo di parlare. la delicatezza, eccessiva come quella dei tulipani, delle donne francesi, Claire e Annemarie; la rigidita' quasi tenera di Sabine, tedesca; la fresca allegria della scandinavia in Luise; l'essere scazzato ma equilibrato da un filo di hippie in Noemi olandese; la schiettezza e la semplicita' delle mie italiane, Daniela e Giulia; la durezza di Halina, dell'est ma ancora non so di dove; e poi Jenny inglese, "carattere" non ancora identificato, inglese appunto. e io con loro, fra loro, le osservavo, poi contavo i tulipani e le ascoltavo parlare di libri, e di scrittori con entusiasmo. le sentivo ridere. e ancora osservavo i tulipani viola, chiusi, e ho pensato che si apriranno stasera mostrando la loro bellezza, quando nessuno sara' in ufficio ed e' un peccato. o forse a pensarci bene non lo e', anzi un fiore che insegna ad attendere credo sia' proprio qualcosa di speciale. cool.
11/09/09
sensazioni
"Dov'e' la cucina?" pensai insensatamente in quel momento. Sempre in quel momento lei mi prese per mano e mi guido' nella stanza da letto/soggiorno/studio. C'era un letto accostato alla parete opposta alla porta, una scrivania, libri dappertutto. Libri su scaffali, colonne di libri per terra, libri sulla scrivania, libri sparsi. C'era un vecchio radioregistratore, un posacenere con due filtri schiacciati, alcune bottiglie di birra vuote, unabottiglia di wisky j&b quasi vuota.
I libri avrebbero dovuto rassicurarmi.
Quando vado in una casa per la prima volta controllo se ci sono libri, se sono pochi, se sono molti, se sono troppo ordinati - il che non depone bene - se sono dappertutto - il che depone bene - eccetera, eccetera.
I libri nella piccola casa di Melissa avrebbero dovuto darmi sensazioni positive. Non fu cosi'.
Testimone inconsapevole, Gianrico Carofiglio
I libri avrebbero dovuto rassicurarmi.
Quando vado in una casa per la prima volta controllo se ci sono libri, se sono pochi, se sono molti, se sono troppo ordinati - il che non depone bene - se sono dappertutto - il che depone bene - eccetera, eccetera.
I libri nella piccola casa di Melissa avrebbero dovuto darmi sensazioni positive. Non fu cosi'.
Testimone inconsapevole, Gianrico Carofiglio
02/09/09
pioggia giallo senape
a due ore dall'italia c'è l'autunno e io l'ho raggiunto, oggi. in borsa mancano le mie infradito azzurre comprate a new york e lasciate nella cabina di una nave che fa su e giù freneticamente, italia sardegna corsica italia. in cambio ho un i-pod giallo senape, e mi sono accorta oggi mentre ero in metro che anche il mio zaino è giallo senape, e allora ho pensato che ho messo in valigia il mio maglione preferito, giallo senape e in borsa la sciarpa giallo senape. la pioggia di londra mi ha messo serenità e pensavo che questa città non avrebbe potuto accogliermi in un modo migliore o più rassicurante. domani comprerò un ombrello, e delle infradito o forse starò tutto il giorno a leggere sul letto e a godermi la pioggia, non lo so e vabene così. e penso che per la prima volta non ho un biglietto di ritorno e va bene, va bene così.
31/08/09
eppure sono ferma
e tutta quella fatica è rimasta nelle mie caviglie gonfie, nelle dita screpolate, nei polpacci doloranti, nelle spalle rigide, nel sonno da recuperare. il rumore dei motori è sparito, ed è sparita la gente pretenziosa, arrogante, distratta, esigente, sono spariti i marinai, con i volti affaticati, gli occhi semi chiusi, il pensiero altrove, il sorriso un po' nostalgico, un po' speranzoso, mai rassegnato, gli occhi che mentre ti guardano ti chiedono un sorriso, una parola, un po' di compagnia. è finito lo stress, sono finiti i nervosismi, gli spazi limitati, il tempo ristretto, l'aria sempre troppo calda o troppo fredda. sono finiti i giornali da sistemare, i libri da taccheggiare, le maglie da ripiegare, i cestini da svuotare, i soldi da contare. ma il mare no, il mare non è sparito, non è finito, ne sento ancora il sale se passo la lingua sulle labbra, ne sento il rumore, misto a quello dei motori, di notte sembra di sentirne il dondolio, di giorno mi gira ancora la testa, eppure sono ferma.
17/08/09
sea woman
c'è mare. c'è poco spazio e poco tempo. ci sono io ma anche gli altri, troppi altri. sensazioni, emozioni tutto troppo forte. mi mancano i silenzi e allora cerco di crearmeli. fra un po' finirà tutto e inizierà tutto.
11/07/09
cuanta pasion
arriva, mi sorride, si siede e ordina un caffè decaffeinato con tanto zucchero e un biccheire d'acqua, poi prende il suo pacchetto di marlboro e ne fuma una. maglia blu e giacca nera, gambe accavallate e sguardo perso. è accanto a me, dai giardini carducci iniziano a suonare un jazz molto americano e lui lo apprezza. poi si accorge che qualcuno lo fotografa e allora cambia espressione, si infastidisce perchè quella sigaretta che si stava godendo deve nasconderla, e io mi intenerisco. per tutta la serata non scambiamo parole, ma gesti, se ci incrociamo mi mette le mani sulle spalle, ci rincrociamo e mi sorride e dopo il concerto mi abbraccia e mi dice fatti dare un bacio, e io gli dico: sa, ho chiesto espressamente di accompagnarla. poi penso che cazzata ho detto. ma proprio una cazzata. lui sorride e chissà, avrà pensato, che cazzata ha detto. lo accompagno in auto e va via. torno a casa immergendomi nella folla, in realtà sono ancora seduta su quell'angolo di palco, con il vento freddo, con le luci basse, con la musica e le parole di un antidivo.
26/06/09
chimica
Leonardo è un bambino timido, introverso, piuttosto silenzioso. Ha sempre un’aria triste e raramente sorride. Leonardo vive con la mamma e vede il suo papà il fine settimana. Va alle feste ma sta in disparte, non si maschera a carnevale, non partecipa alle recite di fine anno. Leonardo sta in 5° A ed è il compagno di banco di Salvatore. Salvatore è sempre allegro, credo di averlo visto piangere due volte in dodici anni e per qualche secondo, quando aveva mal d’orecchie. Non sta un secondo zitto, ha sempre qualcosa da dire, un perché da chiedere, una precisazione da fare, una polemica o una critica da porre. E se non fa tutto questo allora vuol dire che è alle prese con il suo stereo e la sua vecchia chitarra. Tore ama cantare (la canzone tormentone di questo periodo è Ma che freddo fa di Nada), è estroverso, furbo, coccolone. Ogni tanto mentre ti passa accanto si ferma, ti sorride, ti abbraccia, ti bacia e ti dice “ti amo”. Tore e Leonardo sono compagni di banco e qualcosa in più. Non si vedono quasi mai fuori dalla scuola. A volte durante la giornata Tore prende il suo finto cellulare e “chiama” Leonardo raccontandogli quello che sta facendo e la domenica se viene a messa con me non smette di guardarsi intorno e di cercarlo con lo sguardo, Leonardo di solito è seduto dall’altra parte, allora gli dico di andare a sedersi con lui e ogni tanto mi metto ad osservarli. Leonardo sta lì, con la sua aria triste, sembra assente. Tore lo osserva, gli porge il foglio, gli dice qualcosa, e allora Leonardo lo ascolta, magari sorride, tore gli porge il braccio sulla spalla e Leonardo non si muove. Leonardo parla poco, è silenzioso e non prende molte iniziative. Tore parla ma ha un linguaggio tutto suo, di solito si stufa di dire tutta la parola e dice solo le finali, anche lui non prende iniziative ma è attivo all'ennesima potenza. Leonardo e Tore comunicano, ma non so come. Quando stanno insieme non si staccano un attimo. La loro amicizia ha canali sconosciuti a chi li osserva da fuori. E io sono stupita da questa amicizia, commossa forse è la parola giusta. Si basa su una chimica completamente sconosciuta alle amicizie fra adulti. Rimango ad ammirarla accettando di essere estranea a tutto ciò. 18/06/09
caffè lontano
Davanti a questo caffè
Quasi sempre troppo caldo
Di poco zucchero
E di altrettanto amore
Io ti penso
Questo maggio è ancora freddo
I londinesi sono ombrelli in pena contro il loro vento
Io cosa non ti direi
E mi viene da pensare che
Se chiudi gli occhi anche tu
Nello stesso momento
Puoi prendermi la mano
Ma ecco vedi
Questo caffè, com'è lontano
Questo caffè com'è…
Ivano Fossati
Quasi sempre troppo caldo
Di poco zucchero
E di altrettanto amore
Io ti penso
Questo maggio è ancora freddo
I londinesi sono ombrelli in pena contro il loro vento
Io cosa non ti direi
E mi viene da pensare che
Se chiudi gli occhi anche tu
Nello stesso momento
Puoi prendermi la mano
Ma ecco vedi
Questo caffè, com'è lontano
Questo caffè com'è…
Ivano Fossati
13/06/09
d'estate muoio un po'
sono le sei e mezza ed è sabato. un sabato pomeriggio caldo. di là mia madre stira, sento il rumore del vapore. tore trascrive le parole dei suoi giornali, in silenzio, mia nonna è dietro di me sul letto, riposa, il caldo le toglie quelle poche energie che le sono rimaste. io sono davanti al computer. se fossi altrove forse sarei in spiaggia, o forse a prendere un aperitivo, categoricamente a torino, magari con elena, chissà. dove saranno tutti? marina è sicuramente in treno verso gaeta, stanca ma soddisfatta della sua nuova casa, ora pensa solo a buttarsi in acqua e a tutto il resto ci penserà lunedì. cinzia... sarà al mare se ha trovato una compagnia, o forse è in centro, c'è sempre qualcosa da comprare, e poi le mancherà sicuramente ancora qualcosa per l'imminente matrimonio di sua sorella. nunzio invece si doccia, fra un po' lavora, sta settimana ha studiato tanto o almeno ha cercato, mettendo da parte altri pensieri. vuole andare avanti con gli esami, vuole laurerasi, e andare finalmente, andare via, prendere in mano la sua vita. alisa è al mare sicuramente, lei, andrea e il piccolo leo saranno partiti forse verso la liguria, in camper, la loro isola felice, lontani dalla quotidianeità fatta di bollette, spese, lavori extra, nervosismi. elena prepara esami o magari ne ha appena fatto uno e allora si concede una passeggiata per il centro, con vestitini comprati nei vari mercati d'europa. enrico inevce starà esplorando rotterdam. ci sta da meno di un mese ma avrà già scovato posti interessanti, fuori dal comune, anche a rotterdam, sicuro. e poi luigi a milano davanti al pc, intento a manovrare le sue foto digitali, con in testa il suo futuro, e isa lì a torino, francesca nella sua casa di campagna a perugia, elisa fra le strade di parigi. e poi ancora chi spera che quest'estate lenisca dolori, chi si godrà l'estate e qualche viaggetto e speriamo che sia calda, chi invece lavorerà per tutto il tempo aspettando l'autunno che porterà cambiamenti, deve portare cambiamenti. ed io rubo un po' d'estate e ogni tanto guardo in là, osservo settembre e so che sta lì, e ci aspettiamo. qualcosa cambierà, stavolta cambia, nel bene o nel male, cambia.
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