Photo: virginia

13/10/08

la cuenta. obrigada. adeus.

soddisfatta. mi sono finalmente seduta. ieri ho girato tutta la sera ad osservare e valutare ristorantini per poi finire a mangiare un panino in una catena portoghese di sandes, io e pochi altri squattrinati e forse indecisi come me. oggi sono tornata ad alfama. un odore di sardine alla griglia dappertutto. dunque mi avvicino, non devo farmi condizionare dall'aspetto di questa locanda... trattoria... boh. sulla lavagna prato do dia: sardhinas assadas. i tavoli sono vuoti. bom dia... puedo?... un prato di sardinas... sardignasassadas? si si (quelle). mi fa segno di sedermi, un pó scocciato per la veritá. ma credo sia propio l'attitudine dei lisbonesi, di non dare troppa soddisfazione, sembrano sempre un pó incazzati. l'attesa é lunga ma le mie sardignasassadas sono uno spettacolo. l'aria é dolce come sa esserlo solo in un paese di mare.

12/10/08

obrigada

odore di pesce fritto per le strade, grido dei gabbiani, frenata dei tram, piastrelle azzurre, finestre rotte, vicoli stretti, vecchi seduti dappertutto in attesa... e un umido-mare che ti si appiccica addosso. non riesco a semttere di guardarla. mentre cammino mi fermo a meditare, osservare, come una che si é appena innamorata e sto lí, semplicemente. una lingua che mi affascina, devo solo cercare di staccarmi dallo spagnolo e provare la prossiamo volta con un obrigada invece di un gracias. per caso, molto per caso, sia il bed&breakfast di ieri che l'ostello di oggi sono in una delle strade di pessoa, la mia rua de s nicolau incrocia rua de douradores... la strada dell'inquietudine. di pessoa ne incrocio tanti. signori con occhialini e cappello che passseggiano lentamente pensierosi. dunque un'altra cittá da amare. lisboa.

03/10/08

homeless

succede spesso che salvatore mi dia la chiave di lettura di determinate situazioni. l'essenza di questo periodo - più di un mese ormai - sta in queste domande che tore mi ha fatto ieri sera, quando è venuto a prendermi alla stazione di ponte san giovanni. sono salita in macchina e lui mi fa: nina tu abiti qui? quiii?? no tore ah allora abiti a napoli? no tore. allora abiti a perugia?? no, no. nina, dove abiti tu????!! ecco. ora senza ulteriore commento chiedo: qualcuno mi sa dare consigli su posti dove dormire a lisbona... cheap and safe?

26/09/08

21/09/08

punto e a capo

Il cielo su torino era grigio, ma un grigio generoso tanto da far arrivare al caffè elena un calore necessario. Necessario ad ogni partenza, credo. I pacchi erano pronti, da tempo ormai. Lenta la loro preparazione. E lentissima la loro chiusura. Ed io, con loro, come una foglia che proprio non riesce a staccarsi e che aspetta l’ultimo colpo di vento, quello definitivo. E il colpo di vento c’è stato. Elisa e Francesca mi hanno “presa per mano” e portata via. Non puoi salutare tutto d’un fiato una città, né ho avuto la pretesa di farlo. Torino l’ho lasciata lentamente e prima di farlo ci siamo finalmente riappacificate. Allora forse un grazie timido timido, come il sole di stamattina, glielo dedico perché seppure io non abbia cercato un contesto per la mia partenza, questa città ha voluto che la salutassi in una delle piazze che più ho amato e che ho ammirato notte e giorno dal tetto durante un bel periodo della mia vita. E ha voluto che con me in questa piazza ci fossero le persone con le quali avevo iniziato un bel cammino e con le quali avrei voluto ancora camminare, fra birre, chiacchiere, confronti e risate. Ma ogni scelta porta con sé una perdita, lo so. Eppure nobile signora è un arrivederci, ormai ci sei, sei entrata lentamente. In silenzio.

16/09/08

a cup of serenity

poche certezze nella vita, ormai sempre meno. ma il tè bianco. quello rimane una certezza. "a cup of serenity" era scrittto dietro alla confezione presa più di un anno fa a londra. e ora con questo freddino autunnale e questo marasma dentro e fuori cosa può essere meglio di "a cup of serenity"? semmai un giorno andrò in cina - tanto ormai l'ho detto, non ho più certezze - andrò per fare scorta di serenity. e poi non vi dico più niente. anzi una cosa si, che sono già a numeri due film di venezia e la delusione è totale. un ozpetek che sembra muccino e un corsicato che boh, era propio da venezia sto film? o meglio, era proprio da festival? mah. attendo il mio silvio orlando e pupi, che di solito non deludono. ma ormai l'ho detto, non ho più certezze. se non il tè bianco, a cup of serenity.

08/09/08

è sempre sabato

è sempre sabato da un po', e non è semplice accettarlo. è una sensazione strana. eccitante quanto allarmante. è sabato perchè sai che domani ancora non lavorerai. è sabato perchè non hai programmi che non puoi assolutamente disdire o saltare, è sabato perchè puoi restare a impigrirti sul divano, vedere un film, finire quel libro, farti un caffè. è sabato perchè puoi decidere di prendere la bici e senza fretta attraversare la città, passare per quella strada che non hai mai visto, parcheggiare e fermarti a fare una telefonata sui gradini al sole. è sabato perchè puoi pensare in qualsiasi momento di prendere un treno e andare a trovare un amico - se gli amici avessero tempo - o magari semplicemente andare. è sabato perchè non hai internet a portata di mano, peculiarità dell'ufficio, e quindi sei un po' fuori dal mondo. è sabato perchè hai tempo. tanto tempo, troppo tempo, e sembra strano ma quando hai tempo ti viene ansia, perchè dici e ora che ci faccio con questo tempo? una vita intera a lamentarti per non avere tempo, per te, per la spesa, per gli altri, per pensare... e ora ho tempo. so che prima o poi arriverà una domenica e un lunedì. ma ora ho tempo e cerco con tutta me stessa di ammutolire la mia ansia, e di godermelo questo tempo. quindi vi lascio e con tutta calma mi concedo un giornale e un caffè in una giornata tutta settembrina, fresca e soleggiata. senza muri di uffici.

28/08/08

comunicazione di servizio

anche la mia scheda telefonica ha voluto sancire la fine di un'era, ha deciso di smagnetizzarsi, ebbene si, con la conseguente perdita di tutta la rubrica (che era salvata sulla scheda perchè, metti che il cellulare muore almeno la rubrica rimane in salvo...). a parte la tragedia di aver perso il numero del modello gemello newyokese che mai più in nessun modo potrò recuperare, ritrovarsi con il telefono pulito fa un certo effetto, positivo. ho fin'ora recuperato i numeri di persone che mi hanno scritto e contattata negli ultimi 10 gg. gli altri se vorrano potranno farsi vivi. passo e chiudo.

06/08/08

August, 6th

Il tempo scorre lento in questa piccola cittadina al nord dell’umbria. Lento, soprattutto dalle due del pomeriggio, quando il sole batte sulle finestre e hai voglia tu a chiudere, lui si infiltra e il calore te lo senti addosso, in ogni goccia di sudore. Allora ti tiri su i capelli, che mannaggia a te hai deciso di far crescere, togli di dosso tutto ciò che puoi togliere e ti butti un po’ da una parte e un po’ dall’altra aspettando che almeno arrivi la sera, fosse solo per ricominciare a respirare. E solo per quello è, perchè poi nel paese non cambia tanto, tra giorno e notte. Il motore di una vespa, il rumore di acqua nel giardino dei vicini. E poi non un urlo, non un’anima. E io do acqua ai gerani e al basilico, se per la fine del mese sarò riuscita a tenerli in vita sarà un pezzo di felicità raggiunta. E la sera ascolto i ricordi di mia nonna. Mi parla dei suoi amori, di strade e botteghe, di gente e di luoghi. Ormai è questo il suo presente, ricordi. Poi la metto a letto e affogo sulla poltrona, fantasticando. Ieri rimettendo a posto gli appunti della mia tesi ho riletto dei pezzi di Freud “l’uomo felice non fantastica mai; solo l’insoddisfatto lo fa. Sono desideri insoddisfatti le forze motrici delle fantasie, e ogni singola fantasia è un appagamento di desiderio, una correzione della realtà che ci lascia insoddisfatti.” Mah. Allora mi chiedo come fa l’uomo felice a essere felice se non fantastica? Per quanto la realtà ti renda felice, un pezzettino di te non dovrebbe comunque sempre un po’ fantasticare? Certo Freud il sei d’agosto... sto messa un po’ male.
Ieri era santa virginia, e il guaio di essere terrona è che ti aspetti degli auguri in quel giorno, perché l’onomastico è così, è più importante del compleanno. Però tu fai la cosmopolita, e pensi ma sì, ma figurati, io a queste cose non ci tengo. Eppure aspetti sera per fare il cazziatone almeno a tua madre, che lei doveva ricordarsene. Altro che cosmopolita.

02/08/08

voglio andare ad alghero in compagnia di uno straniero

sabato torinese. ho vinto la pigrizia e ho preso la bici, che è stata fuori al mio balcone per tutta la primavera pioviginosa. via per le strade torinesi. dove pedoni e auto sono sempre meno e rimaniamo noi "ciclisti". hanno anche smontato la mostra del caffè in piazza san carlo. ora sono in vacanza in città e mi verrebbe da chiamare un amico per un caffè in piazza vittorio. un altro per un aperitivo al quadrilatero. ma "gli amici se ne vanno" faceva una vecchia canzone. e quindi mi godo la città in bici con in testa la canzone di rettore ascoltata in radio dopo secoli, mia madre non lo devo sapere, non lo deve sapere, non lo deve sapere... voglio andare ad alghero in compagnia di uno straniero...