Photo: virginia

16/09/08

a cup of serenity

poche certezze nella vita, ormai sempre meno. ma il tè bianco. quello rimane una certezza. "a cup of serenity" era scrittto dietro alla confezione presa più di un anno fa a londra. e ora con questo freddino autunnale e questo marasma dentro e fuori cosa può essere meglio di "a cup of serenity"? semmai un giorno andrò in cina - tanto ormai l'ho detto, non ho più certezze - andrò per fare scorta di serenity. e poi non vi dico più niente. anzi una cosa si, che sono già a numeri due film di venezia e la delusione è totale. un ozpetek che sembra muccino e un corsicato che boh, era propio da venezia sto film? o meglio, era proprio da festival? mah. attendo il mio silvio orlando e pupi, che di solito non deludono. ma ormai l'ho detto, non ho più certezze. se non il tè bianco, a cup of serenity.

08/09/08

è sempre sabato

è sempre sabato da un po', e non è semplice accettarlo. è una sensazione strana. eccitante quanto allarmante. è sabato perchè sai che domani ancora non lavorerai. è sabato perchè non hai programmi che non puoi assolutamente disdire o saltare, è sabato perchè puoi restare a impigrirti sul divano, vedere un film, finire quel libro, farti un caffè. è sabato perchè puoi decidere di prendere la bici e senza fretta attraversare la città, passare per quella strada che non hai mai visto, parcheggiare e fermarti a fare una telefonata sui gradini al sole. è sabato perchè puoi pensare in qualsiasi momento di prendere un treno e andare a trovare un amico - se gli amici avessero tempo - o magari semplicemente andare. è sabato perchè non hai internet a portata di mano, peculiarità dell'ufficio, e quindi sei un po' fuori dal mondo. è sabato perchè hai tempo. tanto tempo, troppo tempo, e sembra strano ma quando hai tempo ti viene ansia, perchè dici e ora che ci faccio con questo tempo? una vita intera a lamentarti per non avere tempo, per te, per la spesa, per gli altri, per pensare... e ora ho tempo. so che prima o poi arriverà una domenica e un lunedì. ma ora ho tempo e cerco con tutta me stessa di ammutolire la mia ansia, e di godermelo questo tempo. quindi vi lascio e con tutta calma mi concedo un giornale e un caffè in una giornata tutta settembrina, fresca e soleggiata. senza muri di uffici.

28/08/08

comunicazione di servizio

anche la mia scheda telefonica ha voluto sancire la fine di un'era, ha deciso di smagnetizzarsi, ebbene si, con la conseguente perdita di tutta la rubrica (che era salvata sulla scheda perchè, metti che il cellulare muore almeno la rubrica rimane in salvo...). a parte la tragedia di aver perso il numero del modello gemello newyokese che mai più in nessun modo potrò recuperare, ritrovarsi con il telefono pulito fa un certo effetto, positivo. ho fin'ora recuperato i numeri di persone che mi hanno scritto e contattata negli ultimi 10 gg. gli altri se vorrano potranno farsi vivi. passo e chiudo.

06/08/08

August, 6th

Il tempo scorre lento in questa piccola cittadina al nord dell’umbria. Lento, soprattutto dalle due del pomeriggio, quando il sole batte sulle finestre e hai voglia tu a chiudere, lui si infiltra e il calore te lo senti addosso, in ogni goccia di sudore. Allora ti tiri su i capelli, che mannaggia a te hai deciso di far crescere, togli di dosso tutto ciò che puoi togliere e ti butti un po’ da una parte e un po’ dall’altra aspettando che almeno arrivi la sera, fosse solo per ricominciare a respirare. E solo per quello è, perchè poi nel paese non cambia tanto, tra giorno e notte. Il motore di una vespa, il rumore di acqua nel giardino dei vicini. E poi non un urlo, non un’anima. E io do acqua ai gerani e al basilico, se per la fine del mese sarò riuscita a tenerli in vita sarà un pezzo di felicità raggiunta. E la sera ascolto i ricordi di mia nonna. Mi parla dei suoi amori, di strade e botteghe, di gente e di luoghi. Ormai è questo il suo presente, ricordi. Poi la metto a letto e affogo sulla poltrona, fantasticando. Ieri rimettendo a posto gli appunti della mia tesi ho riletto dei pezzi di Freud “l’uomo felice non fantastica mai; solo l’insoddisfatto lo fa. Sono desideri insoddisfatti le forze motrici delle fantasie, e ogni singola fantasia è un appagamento di desiderio, una correzione della realtà che ci lascia insoddisfatti.” Mah. Allora mi chiedo come fa l’uomo felice a essere felice se non fantastica? Per quanto la realtà ti renda felice, un pezzettino di te non dovrebbe comunque sempre un po’ fantasticare? Certo Freud il sei d’agosto... sto messa un po’ male.
Ieri era santa virginia, e il guaio di essere terrona è che ti aspetti degli auguri in quel giorno, perché l’onomastico è così, è più importante del compleanno. Però tu fai la cosmopolita, e pensi ma sì, ma figurati, io a queste cose non ci tengo. Eppure aspetti sera per fare il cazziatone almeno a tua madre, che lei doveva ricordarsene. Altro che cosmopolita.

02/08/08

voglio andare ad alghero in compagnia di uno straniero

sabato torinese. ho vinto la pigrizia e ho preso la bici, che è stata fuori al mio balcone per tutta la primavera pioviginosa. via per le strade torinesi. dove pedoni e auto sono sempre meno e rimaniamo noi "ciclisti". hanno anche smontato la mostra del caffè in piazza san carlo. ora sono in vacanza in città e mi verrebbe da chiamare un amico per un caffè in piazza vittorio. un altro per un aperitivo al quadrilatero. ma "gli amici se ne vanno" faceva una vecchia canzone. e quindi mi godo la città in bici con in testa la canzone di rettore ascoltata in radio dopo secoli, mia madre non lo devo sapere, non lo deve sapere, non lo deve sapere... voglio andare ad alghero in compagnia di uno straniero...

29/07/08

be happy

Per chi si incazza per qualsiasi cosa.
Per il traffico, per la pioggia, per il sole, per la coda in autostrada, per la coda all’imbarco dei traghetti, per gli errori fatti al lavoro, perché c’è troppa gente in giro, perché non c’è nessuno in giro, perché c’è poco da fare o perché c’è troppo da fare.
Oggi il mio ultimo giorno di lavoro. Devo dire che fa un certo effetto
Saluto così questa fase che si chiude.
Un augurio che faccio a tutti, e sempre e soprattutto a me stessa!

Per gentile concessione di babù!

26/07/08

have a great summer

Dell’estate mi piacciono i tavolini fuori ai bar e la gente che legge il giornale. Le ore che scorrono lente e indifferenti. Mi piacciono le finestre aperte e la controra, al pomeriggio quando fa troppo caldo per fare tutto e l’unica cosa è dormire. I ghiaccioli, alla menta o al limone, il mojto e l’anguria che è un casino tagliarla e mangiarla. Mi piace la possibilità di stare a chiacchierare fino a notte tardi senza accorgerti che è tardi. I ragazzi che si fanno i gavettoni in una delle più belle piazze di Torino. Mi piacciono le lucciole che ho visto in vita mia solo al lago trasimeno. Mi piace il poter camminare scalza da una stanza all’altra. Mi piacciono le città che si svuotano, passare davanti alle scuole deserte e trovare posto sugli autobus. Dell’estate mi piace tore che fa le borse eccitato per andare al mare e ti dice “tu stai qua a casa” e se gli dici vengo al mare con te e mamma la lasciamo a casa ti dice “non scherzare”. Mi piace l’idea di poter andare ovunque, “se avessi i soldi”, mi piace un po’ meno non avere soldi per andare ovunque.

25/07/08

trezeguet

Serata viale (Silvio Viale, nda) ieri sera, dopo la mezzanotte. Che ogni tanto ci sta. E forse ci sta proprio in questo periodo. Mi ha fatto solo scegliere, Cacao o Rotonda. E Cacao sia. Vabbè c’era qualche quindicenne, e poi Maracaibo e quella roba là. Ma io male non sono stata. A un certo punto Silvio mi ha indicato uno e mi ha detto, tacchina quello là, che guadagna 2 milioni di euro all’anno. E mi sono chiesta, e che farà questo per guadagnare tutti sti soldi? Semplicemente il calciatore della Juve. Vaaaaabene. Insomma, io spero di trovare un silvio viale in qualsiasi posto del mondo in cui mi troverò. Un silvio viale che quando sono tornata da NY, ed ero evidentemente ancora spaesata, credo il 24 o il 25 agosto, era l’unica persona che poteva venirmi in aiuto. Lo chiamo e gli faccio “ehmm, ciao silvio, allora com’è andata la riunione stamattina? e quindi raccontami del progetto. Sì… interessante… ok. Certo…” lui mi fa “Asciò, vuoi uscire stasera?”. Mitico. E quando dopo una delle feste durante la fiera del libro mi ha portata a casa e io in macchina credo di non aver chiuso bocca per un solo secondo? Probabilmente ho continuato anche quando è sceso a prendere le sigarette! Che cuore.

22/07/08

come on, come on

Mai e poi mai avrei pensato di poter guardare Micheal Stipe negli occhi. Ma proprio mai. Io manco c’ho provato a chiedere il pass vip per vederlo passare nel backstage. Tutto blindatissimo. Mi sono vista il mio concerto, odiando le mille macchinette fotografiche davanti a me. L’ho ammirato dal prato nel suo vestito bianco, nei suoi movimenti, nei sui approcci verso il pubblico. Ho ballato e urlato molte di quelle canzoni. Ho atteso Leaving NY che non ha fatto. E manco Everybody Hurts. Finito il concerto ho attraversato un’arena, nelle vesti di un campo di battaglia, per affogare il mio entusiasmo in piadina patatine e birra. Ormai il backstage era aperto, quindi ormai i REM erano andati. Allora mi siedo su una sedia qualunque respirando ancora l’atmosfera piacevole da backstage di un bel concerto. All’ultima patatina alzo gli occhi e un Micheal Stipe con montatura fighissima di occhiali, nera, davanti a una fila di ragazzi dello staff UJ. Ecco, con una bella carica adolescenziale mi sono messa in fila, mi ha firmato il pass e ha risposto “thank you” al mio “congratulations” mentre gli stringo la mano. Tutto così semplice che mi sembrava troppo impossibile. Vago per il backstage con il pass tra le mani e troppo carica per stare ferma vedo Mike Mills che chiacchierava a meno di un metro da me. Ok, gli do la mano, gli dico il mio nome, faccio firmare il pass, chiacchieriamo, scherziamo. Finisce che accompagno lui e pochi altri al ristorante. Passeggiamo per via Bonazzi e parliamo di Perugia. Io e Mike Mills.

08/07/08

Vabeeeeneeeee

L’etna con la sua ferita sanguinante, un mare freddo e un sole cocente hanno fatto da cornice a risate, parole, silenzi. Avevamo tutto, ovunque ci spostavamo: un terrazzo, quattro sedie, e un paolo affamato che dava il ritmo alle nostre conversazioni. In bocca ho ancora il sapore delle granite, la prima mandorla e pistacchio, presa in un bar di un’altra epoca a Taormina, e l’ultima gelsi neri e panna europa in un vivace caffè europa a Catania. Rimane la mia pelle scura in una torino che mi ha accolta con un po’ di fresco. E ora penso alle parole di annalisa che percependo i mille e uno pensieri dietro i miei silenzi, su quello splendido terrazzo con sotto una lenta Taormina e davanti una indaffarata Italia, ha proposto di lasciarmi lì e tornare a riprendermi a settembre. Anche se i miei occhi sono ancora su quel terrazzo, io sono tornata nel continente con pensieri un po' più leggeri. Prossimi passi il concerto di Patti Smith al traffic e i miei jazzisti ad Umbria Jazz.